MILANO – RIMINI

Non intendo – con il titolo – alludere alla distanza o ad un viaggio tra le due città, bensì riferirmi a chi scambia la città (Milano) per il luogo di vacanza estiva al mare (Rimini). Con il caldo anticipato oltre alla colonnina di mercurio sembra essere esplosa anche l’ultima parvenza vitale dei neuroni di molte persone.

Non voglio neppure prendere in considerazione gli uomini (sic!) che girano agghindati con infradito, bermuda e canottiere corredate di ascelle P&P (che non è acronimo di Plug & Play, ma di Pelose & Pezzate), in quanto solo l’immaginarli mi provoca conati di vomito.

Invece mi domando quale sia il motivo che spinge tante donne (dalle ragazzine quattordicenni alle donne ultra sessantenni) a vestirsi in città come se stessero recandosi in spiaggia a prendere il sole. A parte l’aspetto igienico (a meno che non siano eccitate dall’idea di posare le chiappe pressoché nude dove ha appena lasciato il suo alone secreto un trasportatore sudamericano) vorrei capire se si rendono conto che mettere short e gonne a giro passera sia uno stile che utilizzano certe operatrici sociali che espongono la loro mercanzia sui viali di notte, e che quindi ingenera nell’ignaro osservatore una immediata deduzione per similitudine. Ora non voglio giustificare eventuali approcci di dubbio gusto da parte dei maschi, e neppure essere un puritano bacchettone (proprio io!), ma ne faccio una questione di stile e di opportunità; se certi abbigliamenti sono consentiti in spiaggia, li trovo del tutto fuori luogo in (una qualsiasi) città. E poi  vorrei che qualcuna mi spiegasse quale differenza possano fare 10 centimetri di tessuto in più rispetto alla sensazione di calore. L’idea che mi sono fatto io è che chi mi metta le natiche perizomate sotto il naso lo faccia perché io abbia a guardarle, magari anche con libidine, e se lo fa tra le corsie di un supermercato non si offenda se poi io le dovessi attaccare al culo il codice a barre di una bistecca.

ENIGMISTICA

Cambio di vocale

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I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 25

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Caro, ti piacciono i miei jeans nuovi?

Belli, ma ti avevo avvisata di stare attenta al cane ….

TAJASCORÈSE

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I dialetti riescono ad essere stupendi, sia nella versione classica quanto per le nuove fantasiose invenzioni linguistiche.

Come nel caso del nome affibbiato al perizoma, nel titolo del post

I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 21

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È Sant’Ambrogio, devo addobbare l’albero, devo iniziare a prendere i regali per Natale, devo andare dall’estetista, devo andare dalla parrucchiera, devo andare alla fiera, devo…

ma un bel pompino non lo devi fare ?!?

I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 19

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“Dall’Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno…” Fedi, prosegua lei

“…dal Polo all’Equatore, si tromba a tutte l’ore”

RIDATECI LA GNOCCA

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Ecco, faccio contenta Santuzza* che nei commenti – come la maggior parte delle donne afferma tutto ed il contrario di tutto – dapprima si lamentava che pubblicassi solo foto di donne nude (la sua espressione esatta è stata “foto di cozze glabre”) e poi invece diceva che la colpa dei cali di commenti era della foto di scacchi e richiedeva di nuovo le mie solite femmine discinte.

In realtà questo è solo un pretesto, avevo già in animo da un po’ di scrivere qualche minchiata ma oltre alle citazioni degli ultimi post la mia vena creativa si era inaridita. Ovviamente il tema che “tira” maggiormente è il sesso; se ne parla un po’ ovunque, se ne legge (molto) sui blog sia come tema degli scritti quanto come argomento incidentale nei commenti. Ma il fatto che mi colpisce è che la maggior parte di questo sesso sia “teorico” (come con intento ironico affermo anche in una delle categorie dei miei post), se non addirittura solo virtuale. Si affrontano ed approfondiscono i più disparati aspetti, partendo dai sex toys e passando dai “desiderata” erotici femminili o maschili per arrivare al BDSM (solo per citarne alcuni). Si parla di Youporn, Sextube (esisterà? boh, se dovessi aprire un portale di video porno lo chiamerei così) e di webcam dal vivo. Si discute della possibilità di successo delle dating app, del livello (non solo fisico) delle persone che le utilizzano. Si aprono confronti anche infervorati sull’utilizzo che molti fanno dei social (e di alcune piattaforme di messaggistica) per approcciare, poi vivere una relazione e alla fine “scaricarsi” reciprocamente a mezzo bit.

Ma in tutto questo il contatto con la pelle dell’altra (o dell’altro, ovviamente) dov’è finito? E’ veramente relegato solo a un breve intermezzo “reale” tra tanti scambi “virtuali”? Io non mi voglio arrendere a questo, la rete è certamente un buon mezzo per iniziare ad approcciare qualcuno che altrimenti non avresti mai incontrato, ma io poi voglio vivermela fuori da qui, voglio sedermi per un aperitivo sotto un portico rinfrescato dalla brezza (va bene anche aria condizionata e musica jazz), voglio sedurre con lo sguardo e con la voce (ed altrettanto voglio essere sedotto), voglio sentire la pelle.

Vanno bene le belle foto, ma voglio continuare a mettere le mani e le labbra tra la carne. Ridateci la gnocca (vera, e viva) !!

*Santuzza ha un blog privato, e ad onta dell’avatar deriva il suo nick dalla Cavalleria Rusticana (almeno credo); quindi non immaginatevi sottintesi erotici perversi. E poi è fidanzatissima

I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 16

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(a letto)

Dimmi che sono la tua puttana!!

Io te lo dico, però poi non chiedermi anche di pagarti …

I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 15

amante

L’una. Usa abiti, borse e scarpe solo di stilisti affermati e costosi. Ama le auto di lusso. Frequenta solo alberghi con cinque stelle e ristoranti parimenti “stellati”. Trucco e parrucco richiedono due ore ogni volta. Sessualmente deve avere qualche problema, raggiunge l’orgasmo solo masturbandosi sporca di sperma e con l’aiuto delle mani dell’uomo.

L’altra. È curata ma non all’eccesso. Preferisce un bosco in montagna all’albergo di lusso. Legge un libro più volentieri che fare shopping. È pronta in quindici minuti. Teatro e cinema sono meglio di un’auto di lusso. Sessualmente non ha problemi, le piace giocare e sperimentare ed ha più orgasmi consecutivi.

È proprio vero: chi si contenta gode! (di più)

C’ERA UNA VOLTA

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Non è una favola, ma il titolo del post mi pareva adatto alla foto. E che non mi si dica che inserisco solo foto di culi.

La solita Vagi mi ha dato l’idea per un post, per qualche verso speculare al suo, in cui si parla di belle donne. Ovvero, perché e come relazionarsi con le donne belle, quelle belle veramente. Non venitemi ora a dire che è importante essere belle dentro, soprattutto perché dentro dove? Se ti chiedo una foto mi mandi una radiografia? Non siamo ipocriti, siamo tutti attratti da un aspetto quanto meno piacevole, se poi è veramente figa (in ogni senso) la nostra testa diventa come quella di un gufo e gira a 180 gradi per continuare a guardarla anche dopo che sia passata oltre.

Assodato che a tutti (i maschi) piacciano le donne belle, cerchiamo di capire perché noi dovremmo piacere a loro. Chiaramente il primo caso è che tu sia altrettanto bello, e quindi costituite la classica coppia Barbie e Ken. A parte il fatto che ho sempre pensato che Ken fosse un omosessuale, non se ne vedono a migliaia di queste coppie. Altro motivo è che tu sia veramente molto interessante, e quindi sei in una posizione di potere o possiedi una American Express Centurion (quella nera, per capirci); questa è buona parte dei casi in cui lei è bellissima e lui assomiglia ad un bidet rotto in discarica. Però può anche essere che lei sia bella bella e lui un bruttino fascinoso; perché noi uomini abbiamo un vantaggio, non neghiamolo, anche se abbiamo il naso storto come un pugile suonato possiamo essere interessanti ed affascinanti, mentre pochi considerano attraente una donna con un occhio che guarda ad est e l’altro a ovest.

Quindi se non sei Ken o non hai la carta nera, per relazionarsi con una bella donna serve una gran dose di sicurezza ed altrettanta di fatalismo. La prima sicuramente è indispensabile, contribuisce notevolmente al fascino di un uomo; serve però il senso della misura, per fare in modo che non scada nella presunzione e nella supponenza. Il fatalismo è utile tanto quanto non essere gelosi, perché è inevitabile che se è bella sia corteggiata da molti, indifferenti al fatto che abbia o meno una relazione; se deve lasciarti prima o poi lo farà, quindi non ti resta che essere sempre te stesso, dedicarle sempre le giusti attenzioni ma senza soffocarla perché otterresti l’effetto contrario. Se poi è nella tua natura (o se sei veramente molto abile) puoi anche apparire un po’ indifferente; attento però a non eccedere anche in questo, la misura sta nel generare qualche piccola incertezza ma nel non farla sentire troppo insicura, altrimenti cercherebbe altrove le sicurezze che tu le hai distrutto.

Da giovane ero abbastanza imbranato, e non mi sentivo all’altezza delle bellissime (salvo poi “scoprire” che allora non ero niente male); poi poco alla volta sono cresciuto ed ho imparato a relazionarmi alla pari (anche se non sono Clooney, Affleck o Pitt). Ora onestamente, la sola bellezza non mi basta, devo avere qualche brivido in più per sentirmi attratto da una bella donna …ma direi da una donna in genere. Certo è che non mi trovo in difficoltà nell’approccio con donne sopra la media, ma sto divagando. Manca il tema della qualità del sesso; nel post di Vagi molte osservano che il sesso con uomini molto belli sia insoddisfacente, perché troppo concentrati su se stessi. E con le donne molto belle com’é? Non posso generalizzare e mentirei se dicessi di averne conosciute a bizzeffe, alcune delle donne che ho conosciuto erano molto belle, altre meno, altre ancora poco; ciascuna è stata differente dalle altre, ma su tutto sono convinto che sia l’uomo a far l’amore a (e non con)  una donna  ….se riesci a trarre il tuo maggior piacere da quello che riesci a far provare a lei, ogni volta sarà un’esperienza esaltante e unica.

Se ne potrebbe scrivere per ore, ma io amo i post brevi e già troppo mi sono dilungato, per cui chiudo con una frase che era solito ripetere uno di quei “playboy” degli anni ’70 che ebbi occasione di conoscere quando già aveva superato la sessantina: “sono capaci tutti di amare una donna bella, il vero artista invece è colui che riesce ad essere un amante impareggiabile con una bruttina e che la faccia sentire una regina”