ECCO …LO SAPEVO!

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Alla fine è andata anche questa come tutte le altre volte …tante belle promesse finite in nulla.

Mi aveva promesso che, se fosse accaduto prima a me, si sarebbe occupato  delle mie esequie. Una bella festa con musica e tutti gli altri amici, magari anche qualche bella donna in abiti discinti per rallegrare l’ambiente e rievocare i bei tempi andati.

Invece il mio amico “cassamortaro” ha ceduto l’attività. Ed ora come faccio?

I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 20

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“Le vie del Signore sono misteriose ed insondabili”

Che culo, proprio a me doveva capitare un Dio autistico ?!?

LA MIA RAGAZZA E’ MAGICA

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Intendiamoci, caro Lorenzo Cherubini, già a 50 anni farsi chiamare ancora Jovanotti è un ossimoro. E poi tua moglie ne ha 47, chiamarla ragazza è altrettanto eccessivo …però magari la canzone è dedicata alla figlia, oppure a chissà chi altri.

Ma tutto questo non c’entra nulla con il post. Sono mancato parecchio ultimamente, e francamente non so quale e quanta sarà la mia presenza d’ora in avanti. Nella mia vita ho avuto periodi difficili (qualcuno che legge dall’Inghilterra lo sa, e  anche qualcuno da Bari – nel caso legga ancora), ed ho avuto anche periodi “al top” – probabilmente le vie di mezzo mi sono poco consone. Per farla breve, dopo un periodo aureo ora mi sono ritrovato nuovamente a toccare il fondo. Qualcuno del mio passato recente direbbe che queste cose non si dicono (il suo motto era – e credo sia ancora – “meglio fare invidia che pena”), ma francamente se qualcuno leggendo questo possa gongolare e qualcun altro invece no, mi scivola addosso tanto quanto l’opinione che hanno di me.

E raggiungere il fondo non è male come possa sembrare, in quanto non si può far altro che migliorare. Quindi mi preparo alla risalita, e la sfida è grande perché investe diversi aspetti della mia vita. In tutto questo una presenza non è mai venuta a mancare; ha condiviso con me dei momenti più belli e leggeri, è rimasta al mio fianco nei momenti più difficili, e tuttora mi sostiene con la sua presenza e con lo stimolo dato da un progetto condiviso.

Può sembrare un modo freddo di esprimersi ….ma non è così. Questa donna (non siamo più ragazzi da tempo) sta diventando sempre più importante nella mia vita, e non solo per il sesso o per il supporto che mi da. La magia è data dalla voglia di crescere, nel senso che intendo far diventare questo rapporto una storia esclusiva, che trascenda dagli orpelli e dagli aggettivi, e che cresca un sentimento sempre più maturo e profondo. Ho già detto che non credo ai colpi di fulmine e che ritengo le farfalle nello stomaco siano date dall’ingestione di bruchi, ma alla mia età i sentimenti (che già di base ci devono essere, ovviamente) si possano coltivare. Non mi interessa una relazione basata solo su frequentazioni saltuarie e sulla condivisione di alcuni interessi, voglio essere un buon compagno ed impegnarmi per esserlo; e ciò implica la rinuncia ad altre “distrazioni”. Per tutto il tempo in cui questa storia vorrà e potrà durare.

E in questo senso, la mia “ragazza” è magica.

SEMPRE GLI STESSI DISCORSI

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Uno dei pregi dell’internet è la velocità. Ma è anche uno dei suoi peggiori difetti. Proprio per questo mi sono preso un po’ di tempo per tornare sull’argomento dei “social media” sulla scia degli ultimi gravi fatti accaduti (o almeno erano gli ultimi la scorsa settimana, e sono già stati velocemente dimenticati dai più, io però mi ostino a leggere i quotidiani che cambiano notizie meno velocemente).

Già si è letto di tutto sulla donna suicidata e sulle amiche della ragazza violentata, e quindi è perfettamente inutile che io esprima ora la mia opinione. Ciò su cui mi voglio, invece soffermare e su cui mi piacerebbe che almeno qualcuno riflettesse, è l’incuranza con cui molti “condividono” con il mondo intero momenti intimi di qualsiasi natura. E non venitemi a dire che esistono i “filtri”, pur essendo io a-social ne leggo e me ne interesso, quindi sono venuto a conoscenza del fatto che FB variando di imperio le proprie regole ha reso (tempo fa) pubblici tutti i profili; certo poi gli utenti hanno potuto ri-settare i blocchi, ma nel frattempo tutto è rimasto alla mercé di tutti. Inoltre oramai i cosiddetti social sono moltiplicati a livello esponenziale, tra app di comunicazione, comunità e quant’altro, e quindi considerare privato qualcosa messo in rete è un ossimoro.

In realtà sopra ho scritto una mezza verità (o una mezza menzogna, se preferite), in quanto ho un profilo FB aziendale, che utilizzo per consultare i profili dei potenziali candidati a posizioni lavorative. Già, oltre ai maniaci, ai vigliacchi, ai violenti verbali, agli ultra ortodossi (delle proprie idee), in rete passano anche i selezionatori (che a me head hunter fa un po’ ridere ed un po’ mi mette i brividi). Anzi siamo arrivati al punto per cui viene considerato individuo sospetto chi non spiattelli in pubblico (internet) tutti i fatti suoi …per questo (ma soprattutto per altri motivi più seri e solidi) ho un profilo professionale su LinkedIn. Ma questo poco importa, lo spunto su cui vorrei che i (tossico)dipendenti da FB e da whatsapp (e compagnia cantante) riflettessero è che quasi sempre è dannoso (quando non  addirittura pericoloso) esporre al pubblico (ludibrio) tutta la propria vita secondo per secondo; ho già detto che considero sciocco perdersi il gusto del momento per l’ansia di immortalarlo e “condividerlo”, ma è anche deleterio.

Cosa spinga le persone ad inviare agli “amici” filmati porno o foto prive di abiti, foto dei propri figli (e cani, e gatti, e pappagallini…), della fidanzata (del momento), di altri momenti imbarazzanti (manca solo che si facciano “selfie” mentre stanno cagando, ma forse ci sono già anche queste) non mi è ben chiaro …probabilmente il desiderio spasmodico di avere 15 likes di notorietà (in sostituzione dei warholiani 15 minuti di celebrità). Comunque sia, quando sentite il bisogno di essere al centro dell’attenzione, pensate bene al fatto che le attenzioni che riceverete non sempre sono quelle da voi desiderate.

E ricordate che gli amici non sono gli avatar sul monitor, ma sono quelli che potete guardare negli occhi e che rispondono alle vostre chiamate (e non ai messaggi di whatsapp) anche in piena notte.

AHI SETTEMBRE

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Inizia un altro settembre, e quindi un altro anno di vita e di progetti. Solo che sono stanco di fare progetti …..quindi non farò nulla, per una volta voglio che siano gli eventi a condurre la mia vita, e non io. Ho fatto tante cose, vissuto diverse vite, a volte il bilancio mi pare positivo ed altre no ….resta il fatto che per quanto si faccia c’è sempre qualche mancanza, qualche malinconia. Allora tanto vale non far proprio nulla

L’ESSENZIALE

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Vado anche io a farmi qualche giorno di vacanza. Metto qualcosa in auto e parto, magari passo prima dal supermercato per portare con me l’indispensabile.

Forse torno, prima o poi, e forse ci ritroviamo qui.

CITAZIONE A CASO 2

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Nella vita, a differenza degli scacchi, il gioco continua dopo lo scacco matto.

(Isaac Asimov)

CITAZIONE A CASO

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Amore è donare quello che non si ha a qualcuno che non lo vuole.
Jacques Lacan

CINISMO vs. MONOGAMIA

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(Premessa. Chi mi legge da tempo lo sa, per tutti gli altri preciso che il mio nick non deriva da mie – presunte o reali – infedeltà di coppia, e quindi le riflessioni contenute in questo post non sono affatto funzionali a giustificare a mio uso e consumo quello che definite “tradimento”)

Perché sono convinto che nessuno meriti l’esclusiva (sessuale) in una relazione, neppure io. Attenzione, questo non vuole essere un elogio della polirelazione ma una semplice constatazione.

In quella che si suol definire “relazione stabile”, che sia matrimonio o altro, io ritengo sia fondamentale non risparmiarsi. Entrambi debbono dare il massimo, in termini di affetto (chiamatelo amore, se preferite), di attenzioni materiali e mentali. È normale che dopo i primi tempi la passione si affievolisca, ma deve lasciare spazio e crescita ad una intesa che porti a mettere il bene dell’altro, se non al primo posto, almeno alla stessa stregua del proprio. Però, sebbene in maniere differenti, siamo sempre tutti un po’ egoisti e pensiamo prima a noi stessi; fino ad un certo punto un minimo egoismo è sano e funzionale, oltre diventa un elemento di frattura.

Quindi tu dai il massimo di te stesso, e ti accorgi che dall’altra parte invece ci sia una sorta di risparmiarsi e di prendere per sé qualcosa in più. E per quanto uno (dei due) possa essere dedito al/la partner, questo egoismo aumenterà sempre, il/la partner riuscirà a trovare dei motivi di insoddisfazione e quest’ultima aumenterà sino a deflagrare la relazione. E a questo punto colui che più ha dato, e che ha rinunciato anche ad altri flirt o incontri si domanderà se ne sia valsa la pena. La mia risposta è no.

Non si parla di cercare e creare costantemente nuovi incontri (o scopate, sempre se preferite), ma se ti capita l’occasione non lasciartela sfuggire. In tutto ciò non deve cambiare nulla nel tuo rapporto, non devi diminuire le attenzioni o far mancare qualcosa all’altro, perché allora saresti tu a creare una frattura anzi tutto in te stesso/a. Ma se riesci a concederti qualche flirt o qualche incontro sessuale – sporadicamente – senza far mancare assolutamente nulla alla coppia, non rinunciare, se la storia è destinata a finire lo farà comunque, a prescindere dalle azioni e da quanto amore vi avrai riversato. E poi la monogamia non è naturale.

In me convivono le due anime (e probabilmente anche molte altre), la cinica e la romantica (non per nulla mi definisco anche “pornoromantico”). Ma il mio romanticismo non mi porta a perdere obiettività, e quindi sono convinto che nessuno meriti l’esclusiva; neppure io.

INDOLENTE

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Ultimamente sono stato definito inquieto, mi è stato detto che si percepisce il mio mordere il freno per il desiderio di qualcosa di indefinito. Invece io mi sento indolente, e mi domando qual’è stato il momento in cui ho smesso di stupirmi. Non di stupirmi per le bellezze (anche piccole) della vita, ma delle persone; mi accorgo che ogni volta che parlo con qualcuno so già dove si andrà a parare ….è sempre come un film già visto. Tanto che non riesco più a capire se quello scontato sia io o siano gli altri.

O forse è solo l’aver vissuto troppe vite.