I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 30

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”L’amore ai tempi della ruera”

P.S. Liberamente ispirato da Gabriel Garcia Marquez

P.S. 2 In milanese la ruera è la pattumiera

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HO PERSO LE PAROLE

Credo che questa volta sia proprio finito un altro periodo, qui. Non ho più voglia di scrivere cazzate o fatti personali, ed il poco tempo rimastomi per la scrittura lo dedico ad articoli professionali.

Vengo sempre più raramente qui, ed altrettanto raramente vi leggo, non ho più neppure voglia di cercare una fotografia che sia di corredo a questo saluto.

Credo anche di essermi perso qualcosa nel frattempo, incluso qualche pezzo di me stesso. Ora apro la porta, esco, e vado a cercarmi …

SINTESI DI CAMPAGNA ELETTORALE 2

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Sentendo le promesse elettorali pare di essere in un film di fantascienza piuttosto che in Italia: chi promette di chiudere i confini (magari cannoneggiando le navi con gli immigrari), chi di togliere tutte le tasse anche quelle future, chi presenta liste di ministri ancora prima di avere vinto, chi promette voli gratis per gli italiani all’estero, chi lavoro per tutti anche per chi non vuole, chi (ed in questo praticamente tutti) promette genericamente che andrà tutto meglio.

Tra tutti ho deciso per chi votare …darò la mia preferenza a chi mi promette che potrò andare in una banca qualsiasi ed effettuare prelievi senza limite pur non avendo alcun conto corrente. Tanto se credo alle altre promesse posso credere anche a questa.

SINTESI DI CAMPAGNA ELETTORALE

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Chi vusa püsé la vaca l’è sua!

(detto popolare lombardo: la mucca è di chi grida di più, ovvero chi grida di più vince)

GIUSTO PER….

Non vedere ancora Babbo Natale con le sue “letterine”

cervello

DESIDERI E LETTERINE

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Avete già espresso a Babbo Natale i vostri desideri? Affrettatevi, altrimenti i “regali” migliori saranno appannaggio di altri.

Comunque male che vada potrete rifarvi con la befana.

Statemi bene, e non fate nulla che io non farei.

VOGLIO UN SELFIE CON DIO

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Camminando in centro, oggi, ho visto un prete che leggeva con attenzione lo schermo del cellulare e poi iniziava a digitare un messaggio (e no, non è quello in foto, non sono riuscito a fotografarlo). Chissà se stava messaggiando con Dio, e se poi lui gli ha risposto.

Sono stato tentato di fermarmi e chiedergli: “voglio un selfie con Dio, può intercedere per me?”

MILANO – RIMINI

Non intendo – con il titolo – alludere alla distanza o ad un viaggio tra le due città, bensì riferirmi a chi scambia la città (Milano) per il luogo di vacanza estiva al mare (Rimini). Con il caldo anticipato oltre alla colonnina di mercurio sembra essere esplosa anche l’ultima parvenza vitale dei neuroni di molte persone.

Non voglio neppure prendere in considerazione gli uomini (sic!) che girano agghindati con infradito, bermuda e canottiere corredate di ascelle P&P (che non è acronimo di Plug & Play, ma di Pelose & Pezzate), in quanto solo l’immaginarli mi provoca conati di vomito.

Invece mi domando quale sia il motivo che spinge tante donne (dalle ragazzine quattordicenni alle donne ultra sessantenni) a vestirsi in città come se stessero recandosi in spiaggia a prendere il sole. A parte l’aspetto igienico (a meno che non siano eccitate dall’idea di posare le chiappe pressoché nude dove ha appena lasciato il suo alone secreto un trasportatore sudamericano) vorrei capire se si rendono conto che mettere short e gonne a giro passera sia uno stile che utilizzano certe operatrici sociali che espongono la loro mercanzia sui viali di notte, e che quindi ingenera nell’ignaro osservatore una immediata deduzione per similitudine. Ora non voglio giustificare eventuali approcci di dubbio gusto da parte dei maschi, e neppure essere un puritano bacchettone (proprio io!), ma ne faccio una questione di stile e di opportunità; se certi abbigliamenti sono consentiti in spiaggia, li trovo del tutto fuori luogo in (una qualsiasi) città. E poi  vorrei che qualcuna mi spiegasse quale differenza possano fare 10 centimetri di tessuto in più rispetto alla sensazione di calore. L’idea che mi sono fatto io è che chi mi metta le natiche perizomate sotto il naso lo faccia perché io abbia a guardarle, magari anche con libidine, e se lo fa tra le corsie di un supermercato non si offenda se poi io le dovessi attaccare al culo il codice a barre di una bistecca.

ENIGMISTICA

Cambio di vocale

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I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 26

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Donald Trump sta affrontando la presidenza USA come se fosse il comitato direttivo di una sua azienda o, peggio ancora, come la trasmissione The Apprentice.

Cazzo, non ditelo a Briatore, o ce lo ritroveremo come presidente del consiglio in pareo ed infradito.