DÉJÀ VU (feat. Ragazza Magica)

Aggiorno il post, con le aggiunte suggerite dalla mia ragazza magica che trovate in corsivo. Ah, la mia ragazza magica è la mia compagna di vita, ed il mio amore sino a che lo vorrà.

Dieci anni fa

Sono in auto, ritornano da una gita domenicale. Entrano in città da una delle arterie che penetrano da nord est, in una periferia ammaccata che ha vissuto tutte le ondate migratorie, prima dal meridione d’Italia e poi dal meridione del mondo. All’improvviso ad un incrocio notano un uomo che si muove in modo strano: indossa pantaloni bianchi, una camicia parimenti bianca ed in testa un Panama chiaro; in una delle mani tiene una vecchia valigia in pelle che in origine doveva essere marrone …ma la cosa strana è che nell’altra mano tiene una schiumaiola in metallo e la agita nell’aria con lenti movimenti dal basso in alto. Lo guardano, si guardano ed iniziano a ridere. Lei è bellissima quando ride, e a lui si apre il cuore.

E’ stato un attimo, lui non ricorda più nulla, quando si sveglia è il buio nella sua memoria. Solo a poco a poco, faticosamente, ritorna qualche sprazzo, e l’ultima cosa è proprio quel riso, un momento prima dello sferragliare di un tram, rumori metallici, grida, un flash che dura una manciata di secondi prima del buio che cala. Non lo sa cosa è successo, non gli hanno detto nulla. Lui fa domande, ma la ragazza al suo fianco non risponde, dice riposati e gli tiene in silenzio la mano mentre con l’altra gli accarezza lieve la fronte. Lui ha capito adesso e non chiede più nulla, chiude gli occhi e finge di dormire; vuole immaginare solo quel riso, e quello che è stato dopo è un sogno che svanirà al suo risveglio.

Oggi

È una calda giornata di giugno, erano anni che in città non si ricordava un caldo simile. Ma come fa da un tempo di cui non ha memoria lui si è alzato, ha abbottonato con cura la camicia bianca, poi l’ha infilata nei calzoni bianchi. Si è seduto, per allacciare con calma le scarpe scure, (scure come la vecchia valigia che porta con se mentre si chiude alle spalle la porta del piccolo appartamento in cui vive solo) la donna dietro di lui lo osserva in silenzio mentre si prepara, ma lui non la vede; lei si avvicina per rassettare il letto, quel letto dove tutte le sere lui si corica nella sua parte, lisciando con cura le lenzuola vuote e accarezzando il cuscino al suo fianco.
Lei lo aiuta ad alzarsi e gli porge la vecchia valigia scura che lui porta sempre con sé, gli sistema il cappello e gli aggiusta le pieghe della giacca e, come tutti i giorni, lo accompagna verso l’uscita posandogli sulla guancia un delicato bacio che lui non sente. Lo osserva dall’uscio mentre si allontana, come fa tutte le mattine, da quell’appartamento in cui vive come se fosse solo.

È arrivato presto all’incrocio di quella periferia, ancora preda delle nuove ondate migratorie. Ha aperto la valigia e ne ha estratto una schiumaiola in metallo, che ora agita lentamente nell’aria dal basso verso l’alto.

Ma non ha lo sguardo perso nel vuoto. Guarda all’interno delle auto che passano, cercando di ritrovare quel riso che gli apriva il cuore.

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4 risposte a “DÉJÀ VU (feat. Ragazza Magica)

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