SELFIE & Co.

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Ho già detto più volte che non sopporto tutti i selfie con la bocca a culo di gallina, ma anche i selfie in genere. E il fatto che se ne faccia anche il Papa non mi farà certo cambiare opinione.

Parimenti ho anche già detto che non capisco tutta la smania di “condivisione”, grazie alla quale le persone anziché vivere l’attimo nel momento in cui si svolge se lo perdono per postarlo, salvo poi rivederlo come fossero spettatori di se stessi. Aberrante.

Ed ora mi renderò ancora più antipatico ad alcuni (e magari a molti), ma chissenefrega. Non mi piace, ma posso capire la voglia che alcuni maniaci (non si possono definire altrimenti) abbiano di scattare centinaia di foto al cane e al gatto, al fiore mentre sboccia nel triste vaso sull’altrettanto triste balcone, al bambino per testimoniare la sua crescita minuto per minuto, nella vana convinzione che anche una sola persona al mondo sia interessata alla foto del taglio delle unghie al moccioso ……ma qualcuno è in grado di spiegarmi per quale cazzo di motivo sia necessario fotografare un toast al bar? E non era neanche fatto da Cracco!

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50 risposte a “SELFIE & Co.

    • Io fotografo qualche piatto che mi è venuto particolarmente bene (anche nell’impiattamento caro chef Barbieri), ma tengo le foto nel caso mi decidessi a fare lo chef a domicilio (come secondo lavoro). Non mi sognerei di metterle sul Fessbuc che non ho

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      • Io fotografo particolari, fotografo pezzi del luogo dove abito (splendido), fotografo il tavolo con i bicchieri con cui abbiamo appena fatto un brindisi, fotografo visi sorridenti, fotografo chi amo quindi i miei amori pelosi, fotografo cose assurde, fotografo la vita che mi scorre avanti…. è un’altro modo di scrivere.

        Nel blog uso le parole, con le foto uso le immagini. E per lo stesso motivo per cui le parole che scrivo le butto in rete, lo stesso vale per le immagini che riesco a vedere e portare nella foto come le avevo viste con gli occhi.

        La condivisione (non di tutto sia ben chiaro) fa parte di me, attraverso questa son cresciuta, attraverso questa ho capito cosa volevo essere e cosa NON volevo essere

        (ok fine discorso serio, che lo sai, io seria a lungo è difficile 😛 )

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  1. Mio caro amico la risposta credo sia grande solitudine e voglia di condivisione . Ma la mia e’ un’opinione trascurabile . Per quanto mi riguarda riesco solo a condividere emozioni sotto forma di poche stringate parole . Il dono della sintesi e’ davvero un dono .
    Ti bacio e ti abbraccio

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    • A volte basta anche solo uno sguardo, per condividere. Questa smania di far sapere a tutto il mondo (a cui peraltro non frega una benamata mazza) cosa si stia facendo ogni 5 secondi, proprio non la capisco.

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  2. c’è a chi garba condividere foto ..e chi garba condividere le proprie inquietudini …o le performance a letto ….è sempre una smania di far conoscere a tutto il mondo le proprie cose …un narcisismo ambiguo diciamo …solo che piace a tutti puntare il dito …

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    • Parlo di selfie, e condivisione compulsiva tramite una (presunta) vasta platea di FB ed altri social simili. Il blog mi pare cosa differente, inoltre cogliere l’ironia e l’intento di uno scritto di poche parole è difficile tanto quanto farlo capire da parte di chi scrive. Cosa differente è fotografare un toast in un qualsiasi bar di Milano e postarne la foto.
      Ma – mi ripeto – è un mio modestissimo parere

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        • Infatti ho scritto: a mio modesto avviso 😉
          Io lo riconosco, non pretendo che la mia idea sia universalmente condivisa, né distribuisco pubblicamente giudizi avventati e personali; come dico anche quando parlo a voce con le persone io non consiglio e non giudico, semmai esprimo il mio parere.

          Inoltre, se leggi con attenzione, puoi notare che ho parlato di una specificità e non di una generale condivisione di pensiero “a posteriori”:
          “smania di condivisione, grazie alla quale le persone anziché vivere l’attimo nel momento in cui si svolge se lo perdono per postarlo, salvo poi rivederlo come fossero spettatori di se stessi.”

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  3. E’ un gioco psicologico dove c’entra anche il desiderio di far vedere come siamo fighi e che vita figa che abbiamo.
    E ,da persona abbastanza sicura di sè che non ha bisogno di mettersi in mostra per avere conferme dagli altri, io dovrei dire che sono d’accordo con te.
    E invece……. beh….
    Ti dirò: io ho la passione per la fotografia (non sono un gran fotografo, porto a casa la foto ricordo e via) e da quando ho abbandonato facebook non so più cosa farmene di quelle foto che scatto!
    Una volta, con le cartacee, ogni tanto le riguardavo assieme a mia moglie… ma adesso… ti immagini se vado lì a farle vedere le foto dallo schermo del mio cellulare/tablet…
    Mah….
    Ogni tanto metto qualcosa su un gruppo whatsapp, se in quel momento ha senso farlo…
    Le condivido con le persone che erano con me in quel momento…
    Ma tante volte le foto mi restano lì per mesi e non mi sento nemmeno spronato a ritoccare il contrasto, le luminosità, ritagliarle… Per chi? Per cosa?

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    • Io fotografavo molti anni or sono. Prevalentemente usavo pellicole per dia, e poi facevo stampare quelle che mi piacevano di più; ora faccio la stessa cosa con il digitale (ovvero, fotografo molto meno perché mi sento poco ispirato e non ho una digitale bella quanto la mia vecchia reflex, ma poi stampo comunque quelle più particolari).
      E comunque non sono contrario alle foto in rete (anche se io non ne metto, in tutto il blog ce n’è solo una mia), ma stigmatizzo – sempre dal mio punto di vista – l’uso eccessivo: fotografare un toast in un bar di Milano e postarlo mi pare assurdo tanto quanto la famiglia araba che si fotografava l’anno scorso nei bagni (anzi, cessi) di un centro commerciale.

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  4. …in effetti ormai di questi selfie e non ….è un po’ na seccatura…. : le facce, i piatti, gli animali, i culi ….. ormai non si sa più dove togliere per mettere… io intanto ho fatto la foto al gatto si chiama: Fritol ….. ovviamente la morosa non potrà altro che essere Fritola 🙂

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