LE ERE DELLA VITA

debuttante201

Il tempo passa, è ineluttabile. I ricordi si accumulano, insieme alle passate sensazioni, e stratificano formando la stalattite della nostra vita; negli anelli concentrici e in ogni singola piccolissima irregolarità possiamo (ri)vedere tutto il nostro vissuto.

Va bene, non sono giovane, ma neppure così anzianotto da iniziare a pensare o raccontare il passato (a volte mi vedo in futuro come il padre di Homer Simpson nel ricovero per anziani, ma questa è un’altra storia). Però non posso fare a meno di notare come tutto il mio approccio alle vicende della vita sia cambiato con gli anni. E non parlo tanto delle aspettative e dei progetti, che continuano ad essere tanti seppure differenti, ma anche e soprattutto dal gusto che trovo anche nei piccoli gesti e nelle piccole cose.

Un tempo andavo in giro con il paraocchi, ad alta velocità con lo sguardo fisso sulla meta o basso sulla strada per evitarne  buche ed ostacoli; con gli anni ho imparato anche a rallentare la mia corsa, ad alzare lo sguardo e osservare persone negli occhi e luoghi nei particolari. Ho cercato sempre più di conoscere quanto mi stia attorno, di compenetrare la geografia del posto immergendomi in vicoli stretti e acciottolati così come in colline verdeggianti smosse dal vento o nella spuma di onde frante dagli scogli; altrettanto mi piace entrare in sintonia con le persone, accettare il loro modo di essere senza volere imporre miei modelli, e capire la cultura autoctona di posti a me sconosciuti, che siano esotici o alle porte di casa. Ora riesco a trovarmi a mio agio in smoking ad una cena di gala, ma ancora di più mangiando ricci appena aperti in riva al mare, ascoltando un vecchio pescatore, cullato dal vino fresco e dalla brezza che sostiene un lento gabbiano.

Sono sempre stato curioso, nel senso di voler ampliare la mia comprensione e conoscenza di cose e gusti nuovi, ma da giovane ero molto più centrato su me stesso e sui miei obiettivi. Da anni continuo ad allargare il mio sguardo, e finalmente riesco a vedere molto di più, apprezzando maggiormente tutte le diversità e le sfumature. Anche con le donne è cambiato qualcosa, ma pure questa è un’altra storia.

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70 risposte a “LE ERE DELLA VITA

  1. Perdonami anche tu per il mio commento stonato …I ricordi non appartengono solo al mondo dello spazio dove per semplicità li collochiamo…essi non sono che un esigua parte del complesso di sensazioni confinanti che formano la nostra vita..sai Proust ha ragione in certi pellegrinaggi dei ricordi bisogna mettere in conto una certa dose di malinconia..oltre al fatto che nulla mai è come prima…perchè cambia la nostra visione nel crescere ..io amo i bambini ..che non essendo ancora legati ad un pensiero razionale sono avvantaggiati perché per loro tutto è spontaneo..intuitivo…quando ulisse sconfisse polifemo con un abile trucchetto di parole utilizzo ciò che oggi chiamiamo pensiero laterale… nella formazione aziendale si parla sempre di pensiero laterale..la capacità di risolvere i problemi osservandoli da prospettive differenti ..non utilizzando una logica rapida..ma cercando soluzioni nuove e creative….e se si riesce a conservarlo il nostro lato di bambino porta sempre creatività…cambiamento… opportunità…liberi dagli schemi e dalle convenzioni sterili che ci impone la società…non mi piace che sottolinei sempre la tua età perché cazzo si può essere vecchissimi a trenta di anni e giovani a settanta e il segreto è conservare avere la capacità di guardare il tutto sempre con gli occhi che teniamo nascosti…. di un bambino….. e non sto parlando di Peter pan che non vuole crescere ..essere adulti non significa rinunciare alle proprie fantasie alle nostre maledette emozioni…alle passioni per rimanere sempre schiacciati dal senso del dovere…chi preserva il fanciullo che è in noi ha sempre una crescita affascinante ..si tutto cambia tutto scorre perché cambiamo noi ma se mettiamo da parte il nostro meravigliarsi che è dato dal nostro lato da bambino..svalutiamo una parte della personalità che ci fa rimanere giovani senza lifiting..saremmo tutti dei doveristi perdenti ….io ho un lato infantile molto acceso sono vera ed istintiva …e sopra le righe sempre…carnale e sanguigna e amo cosa sosteneva Pablo Ricasso che ci vuole molto tempo per diventare giovani…. .

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  2. Inevitabilmente si cambia, è successo anche a me con il mio passato dopo 6 anni che è tornato alla ribalta in un messaggio questa mattina. Qualcuno la chiama maturazione, altri esperienza, ma il succo della storia non cambia. Forse sono cambiata non so se in bene o in peggio, chi lo sa 🙂
    Il bello è voltarsi e non avere alcun rimpianto, sempre.
    Stiamo diventando fin troppo saggi qui eh?

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  3. In questo periodo di ” consapevolezza” ( io lo chiamerei lento ma inesorabile trascorrere del tempo ) mi ci ritrovo anch’io . Sarà la noia, sarà che ormai ho deposto le armi , sarà che non ho più voglia di giudicare o giustificare, magari anche solo di confrontarmi con chiunque altro, uomo o donna che sia, insomma caro amico, lascio semplicemente che la polvere si depositi su passato e presente. Rassegnazione o maturità ?
    Diciamo maturità , ma solo per non voler ammettere che ci si è rassegnati.
    E con queste perle (o dovrei dire cazzate?) ti abbraccio stretto stretto che forse è la cosa più bella che c’è

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    • Piano americano
      E sfioro il tavolo con una mano.
      Pomeriggio strano,
      E un desiderio che è fuggito lontano.
      Polvere, gran confusione, un grigio salone,
      In quale direzione io caccerò la
      Polvere dai miei pensieri? E quanti misteri
      Coi pochi poteri che la mia condizione mi dà.
      Aria un po’ viziata,
      Quella finestra andrebbe spalancata.
      Tela rovinata,
      E la cornice tutta consumata.
      Polvere, troppi ricordi, è meglio esser sordi
      E forse è già tardi per togliere la
      Polvere dagli ingranaggi, dai volti dei saggi
      Coi pochi vantaggi che la mia condizione mi dà.
      Non mi cercare, chè non mi riconoscerai
      (Enrico Ruggeri)

      A proposito di “Polvere”

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  4. Anch’io mi vedo molto cambiato. Il cambiamento più grande che vedo in me stesso è l’aver iniziato a preferire svaghi più tranquilli seppur più attivi (sembra un controsenso ma non lo è).
    Da giovane amavo il casino, le discoteche il chiasso, consideravo “vita” tutto questo chiasso, anche se in realtà era abbastanza statica.
    Ora preferisco divertimenti meno chiassosi ma che comportino lo stare a spasso, all’aperto, spesso a qualche altra regione italiana, mai a casa e possibilmente nemmeno tra le mura di un bar.

    Questo non solo è il cambiamento più grande che mi sembra di aver fatto, ma è anche l’unico che giudico positivo.
    Per il resto non mi piace essere entrato in questa più avanzata fase della vita. Non sono d’accordo con tutti questi belli elogi della vecchiaia.
    E ti dirò di più: se ripenso ai sogni e alle certezze che avevo da adolescente… adesso un po’ mi vergogno di me stesso. Che vita “alla Steve McQueen” sognavamo (per dirla alla Vasco Rossi) e quanti compromessi abbiamo invece preso? Come eravamo convinti di essere sulla cresta dell’onda della nostra vita e ,invece, che settimane/mesi/anni/decenni viviamo sopportando il trantran quotidiano come ergastolani rassegnati?
    Se il Marco di 25 anni fa mi apparisse qui davanti, riuscirei a guardarlo negli occhi?

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    • Dipende solo da noi avere la volontà di cambiare quanto non ci soddisfi. Io ho lasciato una vita tranquilla e monocolore oltre 25 anni fa, e da allora – tra alti e bassi – ne ho vissute altre cinque o sei. Non sto a trarre un bilancio, ma posso dire di avere vissuto; alcune volte è stato molto difficile, altre meno, e tutte mi hanno arricchito.
      Certo alcune scelte ora le cambierei, eppure non ne rinnego nessuna

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      • Ti dirò di più: io certe scelte *DICO* che le cambierei… ma poi ,ripensandoci bene, a conti fatti, considerando la REALTA’ della vita, penso che ho comunque fatto le scelte migliori (o ,almeno, più adatte a me).
        Quindi mi lamento, ma credo che anche se tornassi indietro rifarei di nuovo le stesse scelte. Cambierei qualche dettaglio, grazie all’esperienza. Ma a gradi linee so che finirei allo stesso modo.

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    • si lo guarderesti negli occhi perchè come hai scritto dopo rifaresti le stesse cose…sai giovani …vecchi ..io non amo le etichette..siamo persone sempre in continua evoluzione..e nessuna certezza può proteggerci dall’evento inatteso che cambia all’improvviso le nostre esistenze..siamo sempre noi stessi ero così a vent’anni ..a trenta ora a 40 + …libera di esprimermi e credo un po tutti di esprimerci allo stato di natura come un cappotto tanto amato ..siamo con gli anni solo più consapevoli ma così critici e sempre severi con il senno del poi schiacciati sempre dal peso dei nostri sensi di colpa di cosa potevamo fare e non …io amo e accetto le tappe riconoscendomi ogni giorno per come sono e non per come mi vorrebbero …io credo che dovremmo essere un pò tutti contenti di esserci in questo viaggio chiamato vita..e di avere coraggio di indossare i nostri panni autentici senza mentire a se stessi…
      chiedo scusa al padrone di casa di aver abusato della sua pagina

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  5. Ho letto questo post il 24 ma non l’ho commentato perché ero troppo impegnata a festeggiare il mio compleanno (è una balla cioè è vero che il 24 era il mio compleanno ma non è vero che festeggiavo). Però le tue parole mi hanno colpita ed ho pensato: se lo dice Fedy vuol proprio dire che è vero. Dio mio che pensieri profondi! Che maturità ! Devo aver sbagliato blog ..

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