DI VARIA (DIS)UMANITA’

Per motivi professionali ho passato due settimane all’interno di un centro commerciale. Dovevo testare nel contempo le potenzialità di acquisizione clienti e le capacità di un nuovo gruppo di collaboratori.

Lavoro a parte, il divertente è stato osservare le persone che sono passate, il loro abbigliamento (se così si può chiamare), i loro atteggiamenti, le dinamiche di coppia e di famiglia, i single disperati e quelli “in caccia”. Se ne potrebbe scrivere un trattato sociologico (se già non l’abbia fatto qualcuno). Essendo periodo estivo l’aspetto più evidente, e a tratti esilarante quando non biasimevole, è stato quello dell’abbigliamento.

Quest’anno, almeno là, hanno spopolato gli short tra la popolazione femminile. Di per sé non ci sarebbe nulla da eccepire …..ma dobbiamo contestualizzare; lo short inguinale (quello che lascia vedere la piega tra la natica e la coscia), talmente aderente da far vedere la forma del monte di Venere, può andare bene sul lungomare di Cattolica o di Rimini. Certo non lo trovo adatto ad un centro commerciale in città. E ci si sono esibite proprio tutte, dalle sedicenni alle signore ben oltre i quaranta. Tutte hanno trovato cittadinanza nello short striminzito: gambe diritte, arcuate (che ci sarebbe passato un cane con il giornale in bocca), incrociate a X, magre ed affusolate, tozze e grosse, abbronzate e bianche, perfette o cellulitiche. Lo short è democratico, non fa distinzioni. Peccato per il mio senso estetico, che invece ne fa, eccome!

Il secondo must, in ordine di utilizzo, l’abito o il gonnellone lungo alla caviglia  in Jersey a righe orizzontali, con ampio spacco laterale. Si potrebbe dire “camouflage” …mimetico, nel senso che nasconde almeno le gambe. Certo i sederi sono in evidenza, ed il gioco è provare ad indovinare che tipo di intimo sia indossato al di sotto.

E qui arriviamo alla nota dolente: l’intimo. Ora bisogna tenere presente che il bianco risulta essere sempre semi trasparente, sia in un abito o gonna di cotone, ed ancor di più in un fuseaux o legging che dir si voglia. E allora perché indossare sotto un capo bianco l’intimo nero? Se hai un sedere come Belen, e porti un perizoma o una brasiliana è evidente, per mostrarti nella tua bellezza e far scendere la bava ai lati della bocca di tutti gli uomini. Ma se hai un sedere grande quanto il bagagliaio di una Thema, e porti delle mutande a mezza chiappa con l’effetto “legatura del salame”, mi viene il dubbio che a casa tua si siano rotti tutti gli specchi. E se non erano rotti prima si sono frantumati dopo averti vista così.

Certo anche gli uomini non sono da meno. Moltissimi dotati di bermuda d’ordinanza, obbligatoriamente sotto il ginocchio; un capo che riesce a far apparire basso e tozzo anche un Watusso, indossato da certi nani da giardino dotati di panza modello Oktoberfest. E ovviamente il bermuda accompagnato da sandali (quando non addirittura infradito …per il mio sommo orrore) e da magliette striminzite ……sono anche riuscito a vederne due dotati di canottiere di bossiana memoria. Già mi fa schifo al mare, un uomo in canottiera seduto al tavolino del bar accanto al mio, figuriamoci in città e dentro un supermercato. Peraltro tra i miei profumi preferiti non figura in alcun modo l’eau d’ascell.

Concluderò con una domanda sentita porre da un giovane padre al bimbo di 7/8 anni (giuro che non è inventata, la realtà supera la fantasia): Nico, sei contento che papà ti ha portato qui? E, subito dopo, selfie d’ordinanza davanti ad un tristissimo cammellino elettrico in plastica. Se da grande ucciderà i genitori, testimonierò a suo favore, in quanto testimone delle crudeltà subite.

P.S. Di gnocche “vere”, ovviamente con short inguinali, sederi tondi e tette all’altezza delle spalle (sulla cui naturalezza nutro tutt’ora dei seri dubbi) ne ho viste solo due in quindi giorni.

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31 risposte a “DI VARIA (DIS)UMANITA’

  1. Hai perfettamente ragione. Personalmente condivido tutto. Short su culone, infradito ovunque e comunque, sottanoni fatti apposta per inciampare su se stesse….tutto va bene se indossato sul fisico adatto. E non è una rinuncia alla moda è soltanto buon gusto e dignità. Bravo. ..

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    • Ho visto cose che voi umani non riuscite neppure ad immaginare: donne enormi con abiti aderenti e trasparenti, donne in eleganti abiti da sera (di mattina, in un supermercato), donne abbigliate da lavoro (a lato strada in attesa di clienti), uomini in abito da lavoro (pronti a scaricare cassette di pesce dalle barche), gruppi di famiglia scattarsi selfie nei bagni, bimbi fotografati su orride giostrine meccaniche con sfondo le casse del supermercato. E tutti questi ricordi andranno persi come lacrime nella pioggia …….per fortuna!

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  2. I primi gonnelloni-vestitoni a righe orizzontali mi piacevano, infatti volevo comprarmene uno anche io. Poi ho notato che tutte le donne di Torino, poi del Piemonte, poi della Liguria, avevano avuto la stessa identica idea… E allora ho optato per la ricerca di capi di una noia incredibile che in nessun modo possono farmi apparire in nessun modo!
    O splendida, o niente!

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  3. Sull’abbigliamento, nulla da aggiungere. Sui genitori che portano i figli nei centri commerciali per un tempo superiore ai 20 minuti necessari a fare la spesa, rivedrei le procedure di affidamento. Per fortuna ho avuto un’infanzia felice, con due genitori che si vestivano normalmente, che alla domenica mi portavano a giocare al mare o a passeggiare in montagna, e che non mi immortalavano nei loro selfie.

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  4. gli shorts inguinali, oltre ad essere adatti a pochi, quasi esclusivamente molto giovani esseri, sono decisamente antiigienici… in autobus rabbrividisco ogni volta all’idea di tutte quelle donne che si siedono direttamente dove si siede quel tipo puzzolente oltre ogni possibilità di sopportazione che mi perseguita da giorni (prende lo stesso autobus ogni mattina, come me, e puzza ogni giorni di più)… praticamente nude.
    Possibile che questo pensiero lo faccia io soltanto?

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  5. garantisco che viaggiano anche in autobus, è esattamente lì che li ho notati. Capisci che in genere io non guardo il culo alle donne.
    Volgari, fuori luogo… come molti altri capi di abbigliamento che però continuano a spopolare.
    Dovresti vedere come certa gente circola per l’ospedale…
    Il buongusto, come il buonsenso e l’educazione, sono merci sempre più rare.

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  6. L’uomo in infradito mi fa quasi impressione anche al mare, figuriamoci in città. La canottiera è proprio da bandire, la trovo attraente come un giorno di digiuno anche se indossata da un giovane palestrato, figuriamoci se da uno che non rientra in questa categoria.
    E poi l’intimo nero sotto agli abiti bianchi mi manda al manicomio: ma che non ne hanno uno che si veda un poco meno?
    L’estate è la stagione peggiore di tutte, lo dico sempre.

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  7. Mi adeguo al paesaggio…. poi non ho mai capito perché una donna può presentarsi in ufficio in ciabatte, canottiera e pantaloncini ed io vestito da pinguino…. e poi si lamentano pure dell’aria condizionata mentre io devo sudare con le mie scarpe chiuse e i pantaloni lunghi di fresco lana……

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