AUTOBIOGRAFICO

Sottotitolo: cosa resta nelle scatole dei ricordi?

Alcune cose lette in altri blog, molto differenti tra di esse peraltro, mi hanno fatto pensare a quanto diversamente si percepiscano alcuni fatti ed alcune sensazioni, e come il loro ricordo possa svanire o non contare più nulla nel tempo.

A volte io stesso non ricordo attenzioni rivolte (o ricevute), regali fatti (o ricevuti) se non con uno sforzo mnemonico; nel caso di quanto io abbia fatto e dato, è probabilmente dovuto al fatto che tutto mi è sempre sgorgato con naturalezza.

Non voglio auto-incensarmi o pubblicizzarmi per riscuotere consensi o attenzioni, ma per chiarire il concetto devo necessariamente esemplificare. Mi accadde con la mia prima moglie di avere grossi problemi legali per essermi intestato una sua attività (quando era evidente lo stato di crisi della stessa) al fine di evitare a lei gli stessi problemi; di alcuni non credo sia mai neppure venuta a conoscenza, in quanto i loro effetti li subii dopo la separazione. Durante il rapporto con un’altra donna, la seguii nel suo peregrinare per sperimentare cure ad una malattia fortemente invalidante, e ricordo bene che per un certo periodo teneva un’arnia da cui prendevo delle api che posavo poi sulla sua schiena e sulle gambe affinché la pungessero, per poi rimuovere uno ad uno i pungiglioni con una pinzetta. Alla mia seconda moglie, oltre alla conduzione di una vita principesca a mie spese (inclusi viaggi, auto di lusso, scarpe …borse ecc.), tra le tante attenzioni rivoltele mi sovviene di un periodo in cui dovevo farle quotidianamente la detersione e la medicazione di una suppurazione…….

Ho sempre fatto tutto istintivamente e ogni mio gesto, dal più piccolo al più eclatante, rivolto alla mia compagna (del momento) è sempre stato spinto dal volere il suo benessere, ed ogni attenzione rivolta era per me il modo naturale di voler bene. Anche, e soprattutto, quando le attenzioni non erano manifeste ed evidenti.

Però, di tanto in tanto, mi accade di domandarmi se si siano accorte di queste attenzioni, se abbiano attribuito ad esse lo stesso valore profondo che io ho sentito, e se – alla fine – sia rimasto anche solo un vago ricordo affettuoso per le mie azioni. Io rammento, se ripenso con attenzione al mio passato, molti gesti ed il significato intrinseco dei regali ricevuti …….e voglio pensare (sperare) di aver lasciato altrettanto, a prescindere da come e perché la relazione sia finita.

Mi sa che mangiare solo albicocche a pranzo non mi stia facendo molto bene……

P.S. comunque non sono certo un angelo, anzi ho da anni una prenotazione confermata per una suite all’inferno.

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19 risposte a “AUTOBIOGRAFICO

  1. Sembra che abbiamo lo stesso approccio nei rapporti con la persona amata… farsi carico dei suoi problemi, condividerli, son comportamenti che vengono spontanei e naturali. Ho sempre fatto quanto ritenevo necessario senza chiedere niente in cambio, e si, molte di queste cose le so solo io. L’uomo che ho avuto vicino per tanti anni aveva un grosso problema di salute, e io sono sempre stata a suo fianco, rinunciando a molto, senza mai mostrare segni di cedimento, non me lo potevo permettere. Oggi ho smesso di pensarci, ma mi sono chiesta spesso quanto se ne sia reso conto. Sono arrivata alla conclusione che a prescindere dai motivi per cui è finita, lui riconosca il valore di ciò che è stato detto, fatto, regalato, come anche io ho un bel ricordo di tanti gesti e momenti. Così è per le donne del tuo passato, possono anche far finta di niente ma ricordare è inevitabile.
    Mangia meno albicocche, però, oppure cambia frutta.

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  2. Fedi. … mi hai commosso. Scusa se lo dico apertamente qui. Forse non è il luogo adatto.
    Commossa dalle attenzioni nelle piccole e grandi cose che hai donato. Spero che tu ne abbia ricevute non solo in cambio, ma semplicemente perché eri tu a fianco della compagna in quel momento. Spero che tu le ricordi perché danno calore alla vita e ai ricordi. Personalmente io apprezzo ogni piccolo gesto ricevuto. E lo faccio presente finché posso parlare.

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  3. Stai tranquillo, si ricorderanno … inoltre il tempo è galantuomo e tende a stemperare il tutto, a fare una scelta nel fardello dei ricordi. Alla fine restano quelli belli.
    Allora ci vediamo all’inferno? L’ho sempre saputo che sarei finita là e mi va più che bene, in Paradiso non conosco nessuno e poi dev’essere una noia mortale anzi …immortale!

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  4. In generale capita nei rapporti umani di dare molto e chi riceve il beneficio ha la memoria breve, penso per lo piu’ai contesti lavorativi. Vorrei esser stata educata a pensare di piu’a me stessa e per educazione intendo proprio quella che ti danno in famiglia.

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  5. Ritengo tu sia un uomo che da 100 a livello affettivo, sia nel senso più buono conosciuto, altresì in senso negativo. Un angelo con la coda, insomma. Dipende come si ha la fortuna o la sfortuna di cadere nelle tue maglie complesse e restarci. Io ho conosciuto i tuoi occhi, sono certa che la differenza la fanno le tue donne. Solo a loro spetta la responsabilità di risvegliare in te il demone o l’angelo.
    Ciao Maurizio, per me resti un buono di charme con un pizzico di selvaggia irriverenza.
    S

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