REALIZZAZIONE PER INTERPOSTA PERSONA

 

Sottotitolo: del vivere di orgoglio riflesso.

Mi rendo conto  che vi sono sempre più persone che intendono la propria realizzazione solo attraverso la cosiddetta approvazione sociale. Vale per gli uomini, in maniera diretta quando possono esibire al loro fianco ragazze “model looking” dell’età delle loro figlie, auto lussuose del costo di un appartamento, Rolex d’oro, magari anche una carica politica e/o pubblica. Vale per le donne, ma in questo caso sovente per interposta persona: la loro realizzazione sociale si esplica attraverso il successo – reale o supposto – del marito (meno del “compagno”, in quanto status considerato aleatorio).

E così tutto viene filtrato attraverso la lente del “dimostrare” all’esterno. Tutto ciò che sarebbe un sano motivo di orgoglio e di piacere, se vissuto come piacere fine a se stesso o comunque per la propria gratificazione personale, diviene null’altro che la manifestazione di un disagio, di un qualsivoglia senso di inadeguatezza che viene placato solo dando in pasto alla più vasta platea possibile quanto è posseduto (marito incluso).

E più si sale nella scala sociale, più questa necessità di esteriorizzare diviene impellente. Dovrebbe essere il contrario, il quanto sia la formazione culturale, quanto l’esperienza di vita vissuta dovrebbero portare alla conoscenza ma soprattutto alla accettazione dei propri limiti, ed al viverli come peculiarità più che come difetto; e dovrebbe insegnare la modestia (attenzione, non intendo sottovalutazione) o quello che rende bene il termine anglofono “understatement”. Io amo definirmi epicureo (in parte, ma molto meno, più riduttivamente edonista), in quanto intendo che il mio piacere sia funzionale all’ottenimento di serenità e tranquillità d’animo; se poi ciò avvenga anche attraverso il possesso ben venga purchè io non ne divenga schiavo. “Posseggo, ma non sono posseduto”

Ho detto svariate volte di ritenere di non dover dimostrare nulla a nessuno, tantomeno a persone che non conosco o di cui non mi interessa nulla. Invece molti (e molte) perseguono affannosamente (e patologicamente, aggiungo io) l’altrui approvazione e la presunta ammirazione (che, invece, è spesso solo invidia). Così anche per la donna attraente e che pur abbia già un ruolo sociale che si possa considerare sopra la media, il marito colto, istruito, elegante, dotato di fascino e carisma, “realizzato” professionalmente ed economicamente, non è più un completamento “naturale” ed una gratificazione personale, ma diviene una sorta di trofeo sociale atto a placare le proprie (vere, più spesso che presunte) inadeguatezze mal vissute. Per queste persone (uomini e donne, stavolta) qualsiasi cosa è come una sorta di masturbazione: non è soddisfacente in pieno, solo perché nessun altro la può osservare.

“Mi piace tutto quanto sia bello e gratificante, e traggo piacere dalla soddisfazione di tutti i sensi. Ma solo per il mio personale intimo godimento” (Fedifrago ®)

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11 risposte a “REALIZZAZIONE PER INTERPOSTA PERSONA

  1. A volte penso che il fatto di non essere in alto nella scala sociale, sia una fortuna.

    Sarà che sono pigra.

    Tendo a stare attenta a quel che pensano gli altri di me, ma è un brutto difetto che mi porto dietro da cose accadute durante l’infanzia. Ho imparato a fare in modo che non mi freni nelle cose importanti.

    Nonostante questo difetto, penso che se qualcuno mi giudica, mi giudica per quel che sono e non per quel che posseggo, e ancor meno per il marito che sono riuscita ad “accalappiare”
    Anche perché un marito (o un compagno) non si accalappia, nella mia testa bacata. Si ha la fortuna di incontrarlo e sceglierlo ed essere scelta.

    Quelli di cui tu parli, che abbiamo tutti davanti ogni giorno… sono fuori dalla mia sfera.
    Forse li evito, forse loro evitano me… Non lo so. Non importa.

    Il possesso è qualcosa che non mi interessa, se non in un modo del tutto particolare, limitato nel tempo (ma ripetibile) e “reciproco” 😉

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    • Ho fatto degli esempi, ma osservo che in qualsiasi “livello sociale” esista – per molti/e – il bisogno di far vedere che hanno “qualcosa in più”, di dimostrare di essere migliori o superiori. Le mancanze interiori devono essere colmate in qualche modo, soprattutto attraverso l’altrui “approvazione”

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  2. Hai dimenticato l’altra chimera moderna: l’eterna giovinezza! Diciamo che molte persone si sbattono per ostentare, come dici tu, qualche cosa o per essere, come dico io, qualcos’altro!

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  3. La realizzazione di una persona la misuro non dalla cilindrata della sua auto ma dal suo comportamento sereno, pacato, appagato.
    Ci sono persone che smaniano per arrivare sempre piu in alto nella societa’ non accorgendosi che cadono sempre piu in basso agli occhii di chi li osserva

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