IL SARTO DI PANAMA

Il film non c’entra. E neppure il libro da cui è tratto. In realtà prendo spunto da un post scritto da una ragazza che ha scelto abito ed accessori per il matrimonio e ciò di cui intendo parlare è il dress code.

In italiano diciamo che intendo formulare alcuni suggerimenti sull’opportunità di indossare abiti adeguati alle occasioni. Certo ciascuno di noi ha le proprie preferenze, però vi sono alcune regole che non possono essere derogate; detta da uno che ha (quasi) sempre trasgredito regole (soprattutto quelle della comune morale) può apparire un ossimoro, così come qualcuno potrà obiettare che io abbia una mentalità vecchia o ristretta ….se conosceste la metà delle cose fatte o delle situazioni in cui mi sono trovato non lo pensereste.

Torniamo all’argomento del post. Sinora ho descritto l’abbigliamento business, senza dire in quale occasione può essere indossato; ebbene come dice la parola stessa deve essere indossato per incontri di lavoro formali, per pranzi e cene sia business che formali (ristoranti eleganti). In questi casi la forma deve essere rispettata per intero. In situazioni non lavorative, e se il vostro portamento lo permette, potete indossare l’abito con tutti gli accessori ma senza cravatta (purché il collo sia adatto e soprattutto se sotto non avete una moquette). L’abbinamento spezzato (giacca e pantaloni differenti) è sempre considerato più sportivo, per cui è adatto al mattino o pomeriggio, soprattutto nella fine settimana, a maggior ragione se confezionato con tessuti sportivi (velluto, lana grezza, cotone, lino).  L’abito formale è sempre abbinato ad una camicia, maglie e polo possono essere usate solo con abbinamenti per il tempo libero; la maglia girocollo indossata a pelle sotto la giacca se la possono permettere solo Armani e Briatore (e quest’ultimo farebbe meglio a non farlo) o qualche fotomodello con fisico statuario. Attenzione però sempre alla situazione, infatti è parimenti fuori luogo indossare un abito formale o eccessivamente elegante in situazioni informali: se passate ferragosto in Barbagia con i pastori sardi, meglio jeans e polo che lo smoking.

E qui arriviamo alla cerimonia, situazione in cui molti commettono gli errori più gravi. Ho citato lo smoking, che ha regole molto precise; una di queste dice che non può essere indossato prima delle 17, infatti è considerato un abito da cocktail o per cerimonie che si tengono la sera. È obbligatorio se ricevete un invito che porta l’indicazione “Black tie”. È invece inadatto ad un matrimonio sia che siate sposo o invitati, a meno che non sia celebrato di sera, e comunque in questa eventualità deve essere indicato sulle partecipazioni (scrivendo, appunto, Black tie); in questo caso gli invitati sapranno che per gli uomini è richiesto lo smoking e per le donne l’abito lungo. La black tie per eccellenza è il papillon (concesso già pronto se per annodarlo avete bisogno di due giorni di tempo), ma è ammessa anche la cravatta tradizionale purché nera; nel primo caso trovo più elegante abbinare anche una fusciacca in vita che copra la cintura. Io comunque  per lo sposo consiglio un abito elegante, sempre scuro, oppure il Tight se vuole indossare qualcosa di uso meno quotidiano. Considerate anche questa tipologia di abiti deve sempre essere confezionata su misura, devono essere perfetti in tutte le misure e nella vestibilità onde evitare l’effetto pinguini su persone che non sono avvezze. Sia che siate gli ospiti quanto gli invitati, le eccentricità sono bandite per qualsiasi tipo di cerimonia o situazione formale, quindi evitate giacche rosse, camicie con jabot e cravatte che paiono lembi di tende o di tappezzeria. Lo stesso vale per scarpe bicolore o borchiate. Il guizzo “alternativo” è appannaggio solo di artisti e personaggi dello spettacolo, noi comuni mortali rischiamo di apparire come Verdone e la Gerini del “famolo strano”.

Ultimo consiglio, cari colleghi uomini, non scordatevi mai di adattarvi all’abbigliamento della vostra compagna; non indossate chinos e sneackers se lei esce con tacco 12 e tailleur, così come non agghindatevi business se lei è in tenuta informale da giorno. Nel caso lei vesta sempre con scarpe da jogging, fuseaux con stampa Hello Kitty  e maglioni sformati, il mio consiglio è di adeguarvi ……scegliendone un’altra più femminile.

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11 risposte a “IL SARTO DI PANAMA

  1. Caro Fedy, sono basita! E anche un po’ preoccupata. Sono una ferma sostenitrice del fatto che ogni abito abbia il suo momento giusto e viceversa ed infatti il mio guardaroba ne è la dimostrazione lampante. Per non parlare delle scarpe per le quali nutro una passione sfrenata. Però…però…penso che ogni tanto un’idea balzana, un tocco di allegra follia non guasti. Ho sempre pensato che non sono io a seguire la moda ma è la moda che deve seguire me, vesto Armani ma se nel mercatino sotto casa vedo un capo che mi colpisce lo compro senza curarmi che sia firmato o meno. Tu sei la perfezione in persona, niente è fuori posto. Impeccabile insomma Ti immagino come Richard Geere nel film American Gigolo quando procede alla vestizione, aprendo cassetti dai quali si intravedono disposti in bell’ordine file di camicie e calzini tono su tono. Allora mi dico, se dovessi uscire con te avrei paura di sciuparti, di sgualcirti, di rovinare tutto! Perché ricordati che a noi donne piace l’uomo elegante e raffinato, che cura i particolari, che si veste con classe….ma è quando si spoglia che puntiamo l’occhio critico. Perché se è importante sapersi vestire lo è ancora di più sapersi spogliare. Per capirci mi piace che al momento buono si lasci strapazzare la camicia e non ne faccia un dramma se si riduce come un cencio per la polvere. Se invece insiste per riporla sulla gruccia perché non si sgualcisca con me ha chiuso!
    Ma sono sicura che al momento giusto tu sai diventare un altro, come cantava Mina, lasci fuori dalla porta Lord Brummel e liberi la bestia che è in te.
    Bando agli scherzi. 10 e lode alla fusciacca alta, sexy! Mio marito era vestito così quando ci siamo sposati, sembrava Clark Gable; io ho scelto un abito che era l’esatta copia di quello di Rossella O’ Hara. Se aggiungi il fatto che i miei capelli al naturale sono rossi il quadro era completo. Sembrava di essere sul set di Via col vento, mia madre e mia suocera piangevano come vitelli, ci mancava la Mamie di colore che mi diceva di comportarmi bene e il quadro era completo. Guardando le foto oggi sorrido, mio marito sembra Zorro e io Catherine Zeta Jones.

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