PINOCCHIO E IL GRILLO (S)PARLANTE

Sono stato alquanto indeciso in merito a quale categoria assegnare a questo post, e non avendo voglia di crearne una nuova ho alla fine optato per nonsense e parole a vanvera.

Direi ovvio il tema, intuibile già dal titolo: mi riferisco all’incontro tra Renzi e Grillo. Dico incontro, poiché consultazione sarebbe oltremodo fuori contesto. Premetto anche che non parlerò di Renzi, pinocchio per le affermazioni fatte e smentite sulla durata del governo Letta (che rientrano in una certa ottica politica), ma  persona che valuterò in base all’operato concreto (sempre che riesca ad operare, infine).

Non giudico Grillo uno stupido, e certamente è perfettamente conscio delle proprie azioni. Chi non credo sia conscio sono i suoi accoliti. Iniziamo dalle idee; quelle distruttive sono abbastanza chiare, rifiuta in toto l’attuale classe e tutte le cariche politiche, che vorrebbe azzerare completamente. Quanto invece non è chiaro è con chi vorrebbe sostituire questi politici, poiché la scelta di persone prese dalla strada è pura demagogia. Con tutto il rispetto per la madre di famiglia e la sua abilità nel far quadrare il bilancio familiare,  non è sostenibile che sia in grado di fare anche il ministro delle finanze; senza considerare il non trascurabile fatto che lo Stato non è composto solo da governanti e parlamentari, ma anche e soprattutto da burocrati talmente radicati che spesso rendono vana qualsiasi decisione politica, annegando le leggi nelle sabbie mobili dei decreti attuativi. Allora dovremmo azzerare in toto anche tutto l’apparato statale, più impossibile che improbabile, soprattutto con una azione istantanea. E comunque non ha mai detto cosa intende fare dopo aver aperto il Parlamento come una scatoletta di tonno. Nulla di propositivo, in sostanza.

Ieri ha ammesso di non essere democratico. Ed anche questo dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti. Decide lui cosa deve dire e fare il (suo) movimento, anche quando finge di ascoltare la voce della base. Il concetto di rappresentatività gli è del tutto avulso, tranne quando lo utilizza a proprio uso e consumo; intanto è sindacabile il fatto di usare il web per una sorta di consultazione (per tutta una serie di motivazioni pratiche e reali, non per una questione di principio), e comunqe il fatto che solo cinquantamila persone abbiano espresso il loro parere è emblematico di quale sia la reale partecipazione della sua cosiddetta base. Prescindendo comunque dai numeri, il signor Grillo, constatato di essere stato contraddetto, con un colpo di mano (un piccolo golpe, soltanto un piccolo golpe) ha disatteso quanto richiestogli presentandosi dal presidente incaricato solo per dire che non lo avrebbe neppure ascoltato. Mi pare che il concetto di partecipare ad una consultazione corrisponda più nel rappresentare le proprie istanze, piuttosto che tentare di insultare la controparte.

Questo però fa parte del suo essere antidemocratico. E non si offenda (così come non si offendano i suoi seguaci) se lo definisco un prevaricatore; come la si voglia vedere solo le sue idee ed il suo atteggiamento sono considerati proponibili, a costo di calpestare anche la volontà di chi lo appoggia. Quindi torniamo al primo punto, lui stesso considera inadeguati al proprio ruolo uomini e donne che ha fatto eleggere, fottendosene allegramente di chi li abbia votati.

Questa la sostanza. Di forma non parlo neppure, poiché sarebbe sciocco aspettarsene il rispetto da parte di chi dica di disprezzare e voler distruggere (letteralmente) le attuali Istituzioni.

In questi giorni ho visto circolare una simpatica analogia tra i modi di Renzi e quelli di Mussolini, dico simpatica poiché solo di burla si può trattare, considerando le abissali differenze storico-politiche. Ma, se dovessi preoccuparmi di una dittatura, non sarebbe al(l’ex) sindaco di Firenze che guarderei.

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7 risposte a “PINOCCHIO E IL GRILLO (S)PARLANTE

  1. Ho votato 5stelle. e lo rifarei. E lo rifarò se i nostri amici laggiù a Roma si ricorderanno che esistono le elezioni e che non si può, in teoria, fare un governo (o più governi) senza che si sia stati legittimamente eletti dal popolo.
    Grillo non mi interessa più di tanto. Mi basta che vengano spazzati via dei privilegi ai nostri politicanti, non oso sperare troppo. Non c’è (parere personale eh) da preoccuparsi x dittature o per la figura di grillo. Robespierre, mi viene in mente lui, ma ci sono altri esempi, ha fatto la fine che sappiamo tutti, quando il popolo è diventato sovrano. Tanto in Italia non ci sarà mai un bagno di sangue, se lasciano stare il calcio e le veline.

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    • Vedi, in linea di principio sarei anche d’accordo. Ma quando si spazza via qualcosa è necessario che questo qualcosa venga sostituito; e con cosa lo vogliamo sostituire, con vuoti proclami? O con l’idea unica di un individuo a cui tutti gli altri si devono adeguare?
      In altri tempi sono stato sindacalista per sei anni, e poi mi fu proposto di entrare in politica; allora rifiutai perché le mie idee non venivano ascoltate, ora a distanza di anni mi dicono che avevo ragione io. Non per quanto mi dicono, ma se tornassi indietro cambierei ed accetterei, perché il cambiamento può avvenire solo dall’interno, con l’esperienza acquisita, con il rispetto del concetto di rappresentatività e con il rispetto delle regole.

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  2. E’ molto bello pensare che la politica possano farla tutti. Ma non si può spazzare via tutto – e tutti – senza un’azione violenta che penso, per fortuna, nessuno voglia. Quindi non resta che il dialogo. I cinque stelle hanno, alla base, tante buone idee e una voglia di cambiamento che mi piace. Non amo chi si chiude al dialogo però. Cosa vorrebbero? Governare da soli? Mi pare si chiami dittatura, e anche le dittature nate dai migliori propositi sono sempre e comunque rimaste dittature.

    p.s. carinissima la frase “Sei convinto di ciò che stai per scrivere?” sopra la casella per i commenti! 😉

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