ABC DELL’ELEGANZA

Orbene, eccoci al primo dei post dedicati all’eleganza maschile. Tutti sarebbero capaci di partire dal fondo, ovvero da cosa sia o meno di moda attualmente, invece io intendo iniziare dall’ABC, ovvero da quanto è imprescindibile per avere uno stile che sia minimamente accettabile.

Inizio con un esempio. Ho collaborato con una società il cui AD usava vestire sempre allo stesso modo (e temo fossero sempre anche gli stessi capi, che prima o poi si sarebbero ribellati andando in autonomia a gettarsi nel cesto della prima lavanderia nelle vicinanze); premesso che il tipo ha un girovita equivalente all’altezza (altezza per modo di dire), indossava una giacca blu di Boggi (sic!!) che faceva “rimettere a modello” adeguandola all’aumentare della pinguedine, di una lunghezza tale da sembrare più un cappottino e con maniche che avrebbero coperto anche le braccia di un gorilla, pantaloni fumo di Londra (molto probabilmente per la summenzionata carenza di lavaggi), camicie di dubbia proveeienza, cravatte reggimental blu/giallo (della stessa origine delle camicie) e mocassini neri sfondati. Ecco, se per voi eleganza significa indossare una giacca ed un pantalone oversize acquistati da vostra suocera per voi all’Oviesse, vi consiglio di gettare tutto e passare ad uno stile più casual. Il che non vuol dire  comunque uscire con una tuta “modello San Vittore”.

Sia ben inteso, non propugno ad ogni costo l’utilizzo di capi griffati, ma il taglio e le finiture sono importanti tanto quanto il tessuto ed il modello. Daniel Craig nella foto rappresenta quanto intendo io per eleganza; la giacca tre bottoni di taglio asciutto (giusto abbottonare solo quello centrale) e della giusta lunghezza. Una regola vorrebbe che il fondo della giacca debba coprire per intero il bacino e dovrebbe arrivare in corrispondenza della prima falange del pollice, la moda attuale consente anche giacche più corte (che preferisco), rimanete però almeno due o tre centimetri sotto il polso. Le maniche devono lasciare intravvedere mezzo centimetro del polsino della camicia con il braccio lungo il fianco, ed all’incirca uno/due centimetri con il braccio piegato; bene le asole sartoriali aperte, è controversa l’abitudine di lasciare il primo bottone sbottonato, c’è chi lo definisce esibizionismo, personalmente lo trovo comodo indossando camicie con gemelli. I reveres possono essere di varie misure, a mio avviso quella intermedia è la migliore, reveres ampi fanno molto anni ’70 e troppo piccoli epoca Ska. Abbiate cura di scegliere una cravatta della medesima misura dei reveres. Invece di sbizzarrirvi con colori e fantasie improbabili con la cravatta, per dare luminosità è sufficiente un fazzoletto da taschino, ma di cravatte parleremo in seguito. Il collo della giacca deve aderire sempre perfettamente al colletto della camicia, lasciandone scoperto circa un centimetro. Personalmente consiglio i due spacchi laterali, ma non mi dispiace anche quello centrale; se avete la foggia di Brontolo meglio una giacca chiusa.  Una giacca sportiva può avere tasche applicate, quella di un abito mai, devono essere chiuse, meglio se con pattina (tranne che per uno smoking, dove la tasca deve essere a filo)

Direi che per oggi ne avete abbastanza, e mi fermo alla A, per B e C  vedremo in futuro. Nel frattempo vedrò di postare qualche altra scemenza assortita, e corredata di foto femminea.

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4 risposte a “ABC DELL’ELEGANZA

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