VESNA VA VELOCE (bis)

Giuro che il culo è puramente casuale, anche se in un certo senso è l’ispiratore del post. Ispiratore sia in quanto parte anatomica quanto per l’essere sulla copertina di una (finta) rivista.

Spopola in tutti i media, blog compresi, il cosiddetto scandalo delle baby prostitute. Cosiddetto perché mi domando cosa ci possa essere di scandaloso; possiamo riprovare la moralità (peraltro parola che mi fa accapponare la pelle, poiché di moralità ve ne sono molte, e tante sono pure elastiche) dei vari attori, ma cose di questo genere accadono ogni giorno, e sovente le abbiamo sotto gli occhi agli angoli delle strade. Ma, ribadisco, non intendo parlare del fatto in sé quanto del clamore mediatico. Ed ancor più del clamore, di come di minuto in minuto la notizia in sé cambi non solo i contorni ma anche i contenuti essenziali. Fateci caso, qualsiasi fatto di cronaca venga trattato (violenze assortite, omicidi, disastri naturali e perché no fatti di sesso e festini) inizia in un modo, nella rappresentazione che ne viene fatta dai media, e finisce in un altro che sovente è diametralmente opposto. Per esemplificare, notate che inizialmente veniva detto che le ragazzine si vendevano per pochi soldi e ricariche telefoniche, ed ora si parla di centinaia di euro offerti per un bacio e viaggi in jet; da quaranta euro per scopare a cinquecento per un bacio in solo due giorni, neppure nei peggiori periodi di inflazione abbiamo visto tali aumenti. Non mi meraviglia la corsa alla notizia, è sempre esistita una sorta di gara, già nei tempi in cui esistevano solo i quotidiani ed il TG della Rai (ebbene sì, parrà strano ma non sono passati duemila anni dai tempi in cui internet era solo un’idea) per riportare per primi la notizia; il cosiddetto scoop era quasi un imperativo per un giornalista che voleva far carriera, ed i titoli ad effetto esistevano anche negli anni sessanta. Però vi era anche un’opera di approfondimento della notizia stessa, e dell’accertamento di fonti e riscontri prima di partire lancia in resta; ovviamente parlo di quotidiani seri, e non di riviste scandalistiche.

Nell’era della velocità mediatica, invece, tutti si trovano costretti a battere in corsa la diffusione delle notizie via web, e quindi l’importante è darla (la notizia). Che poi sia vera, falsa o da rettificare poco importa, il tutto si farà in corso d’opera. E non voglio neppure parlare dei danni che si possano fare a persone che vengono involontariamente coinvolte, e che poi si rivelano estranee ai fatti; anche questo è sempre esistito, la notizia va in prima pagina e la smentita in sedicesima. Di tanto in tanto cerco di congelarmi nello spazio-tempo, di rallentare la mia osservazione di quanto mi accade attorno, e mi accorgo che noi tutti viviamo con naturalezza e diventiamo addirittura partecipi di questa corsa vorticosa; non appena si parli di qualcosa che possa far clamore, spuntano immediatamente decine di post e centinaia di commenti. Molte delle cose scritte hanno un senso a sé stante, sono indipendenti dall’argomento specifico, ma spesso anche noi – come i media televisivi o della carta stampata – facciamo dissertazioni e diamo opinioni (quando non giudizi) che già a distanza di pochi giorni diventano assurde rilette alla luce del reale svolgimento del fatto stesso.

Penso che almeno qualche volta dovremmo rallentare un po’, ed estendere il concetto di slow food creando anche le slow news.

P.S. sono stato profetico, con il post Quiz …..sia per l’argomento che per la location (il bancomat, guarda caso, del Banco di Roma)

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13 risposte a “VESNA VA VELOCE (bis)

  1. Si disserta di ciò che scuote, che sia morale individuale, sensibilità o “semplice” ideologia. Giudicare è sport diffuso e rischioso. Esprimere un’opinione è auspicabile.
    Il morboso accanimento giornalistico è idiota nel caso delle prostitute parioline così come lo è stato per la nascita del principino George.
    Lentamente, saluto con la manina.

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  2. Non se ne parlerà mai abbastanza e se ne parlerà sempre nel modo più sbagliato possibile. Allora deve subentrare la coscienza del singolo a separare la notizia dall’alone mediatico che la circonda.

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  3. Dunque devo capire bene qualcosa 🙂
    vado per gradi, cosa c’è che mi scandalizza, a me dispiace TANTISSIMO che delle ragazzine DODICENNI ( hanno già avuto il menarca? hanno affrontato il sesso solo come necessità del contraccettivo? hanno GODUTO come dio comanda?) abbiano affrontato la gioia del sesso come un impegno lavorativo.
    Il sesso è PIACERE. Impariamo ad usarlo, credo che non sia stato il loro caso, il piacere era il riscuotere denaro con il sesso. Questo abbianmento a dodici anni non mi piace per nulla. a venti anni lo stesso, un po’ più avanti solo quando la vita ti ha offerto altre opzioni , oppure te le ha tolte posso comprendere la scelta di mischiare il piacere del sesso con il lavoro. sono romantica, bene , mi piace esserlo.
    continua.

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  4. Non sto a disquisire la colpa sociale, famigliare o quant’altro perchè sono molto confusa in merito, ci sono stati periodi storici non tanto lontani peggiori di quello che si vive adesso, queste cose accadevano, come da sempre accadono , tant’è che esistono gli psicologi freudiani, junghiani, etc etc. perchè è lì che si va finire dopo che abbiamo venduto il CORPO ( io amo la fisicità, ne sono gelosa, mi piace negli altri esteticamente e psicologicamente)) in modo non del tutto consapevole, queste bambine dovevano vendere i giornaletti e i bottoncini , non la figa, il culo e le tette che non sono ancora sviluppate..

    Come funziona l’informazione, secondo me funziona che tutte le occasioni sono buone per distrarre dal vero problema, che in questo momento nel nostro paese è politico e sociale.
    abbiamo sta porcheria per fare scoop e dagli sotto e mena…che tristezza tristezza tristezza a tanto spreco di tutto di fisicità , di energia, di bellezza, di notizie…perchè i veri argomenti di cui discutere sarebbero i motivi per cui la nostra economia va a rotoli…
    mi fa piacere una tua risposta 🙂

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    • (Se non sbaglio, non erano dodicenni, ma di quindici e sedici anni, sembra poco ma invece la differenza è molta. Con ciò lo trovo comunque squallido).
      Dei media ho scritto anche altrove un commento, oltre che qui. Non credo sia un fattore di distrazione da altri fatti, la politica (se vogliamo definire politica la pantomima di SB e di tutti gli uccelli che lo circondano) viene ampiamente trattata, ed anche l’economia; ecco, forse passa un po’ in silenzio (Espresso a parte) l’inquinamento in Campania. Io credo sia diventata invece una modalità standard dei media, quella di creare uno scandalo da eventi poco rilevanti (ai fini statistici e/o numerici delle persone coinvolte); sia ben chiaro, non parlo dell’aspetto sociale o psicologico, ma proprio dell’incidenza numerica. Ciò che a mio avviso è scandaloso è proprio la morbosità creata ad arte attorno ad un episodio circoscritto ai soli fini di audience.

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