SIMPATICA CANAGLIA

E’ il secondo post senza foto di culi femminili, temo che dovrò farmi visitare da un medico.

Ci sono mattine in cui il pensiero – infingardo – richiama ricordi che pensavi sopiti. Una musica, una parola, un odore, a volte non ti rendi conto neppure cosa sia stato e ti trovi riportato indietro nel tempo. Certo il tutto ha un che di onirico, ovattato da una sorta di nebbia che ha il gusto dello zucchero filato e che conferisce al ricordo una bellezza che il momento realmente vissuto non ha mai avuto. Ma è proprio questo il bello di questi pensieri.

Quello di stamattina, certamente evocato da qualcosa che ho letto in qualche blog, mi ha riportato ai tempi di Splinder, quelli del “primo” Fedifrago. A questo punto devo fare un doveroso inciso, ovvero che il mio intento non è certo quello di attirare qualche simpatia femminile o di ripristinare un tempo su cui ho chiuso la porta a doppia mandata, e che se mi sono sposato una seconda volta è perché sono fermamente convinto della scelta fatta (scelta del matrimonio, intendo, poiché è sempre la donna ascegliere l’uomo, per quanto noi si possa essere convinti del contrario).

Ai tempi di quel blog ero certamento uno scanzonato seduttore, o meglio una simpatica canaglia. Piacevo a molte donne (volevo scrivere tantissime, ma poi ho ricordato la “categoria” dei post che inizia con la parola umiltà….), scrivevo con la medesima disinvoltura di politica, di amore e di sesso esplicito. Ero anche esplicito nei miei approcci, condotti però sempre con classe ed eleganza e conditi dalla giusta dose di strafottenza dell’uomo perfettamente conscio di sé e delle proprie armi. Forse le doti più apprezzate (a parte il cucinare linguine all’astice e fare prolungati massaggi con olii profumati) erano però l’ironia ed ancor più l’autoironia che mi hanno sempre contraddistinto [in un post mi ero definito vate(r) della retorica e seduttore da Esselunga]. Sapevo prendermi parimenti gioco di me stesso quanto degli altri, ma sempre con sottile ironia e raramente sarcastico; pur irridendo alcuni tabù e convenzioni sociali, e pur ritenendomi un libertino, ho sempre avuto l’onestà intellettuale di chiamare ogni emozione con il proprio nome, di non “spacciarmi” per chi non fossi (mai promesso amore per avere sesso, ad esempio) e di chiudere una relazione quando mi rendevo conto di non voler assecondare le altrui aspettative.

Sebbene io flirtassi apertamente con molte, credo che parecchie donne volessero diventare le protagoniste di uno dei miei racconti (in certo modo romanzati, ma reali e realistici) erotici con la non tanto segreta speranza di poter esserne l’attrice esclusiva. Poi qualcosa si è dapprima modificato, un incontro speciale, uno di quelli che ti lasciano una cicatrice da leccare ogni tanto per risentirne il gusto dolceamaro, e poi qualcosa si è spezzato, non ho più trovato lieve il gioco della seduzione che iniziava ad essere ripetitivo – soggetti differenti, stesso copione. Quindi ho seppellito anche quell’uomo, come tanti altri me prima di lui, e sebbene qualche amica mi dica – a volte – che ancora oggi mi si vede negli occhi quello scanzonato mascalzone, mi sono ritirato in buon ordine, e mi limito a sorridere ritrovando in altri (che a volte leggo) alcuni tratti familiari.

A parte un fattore di crescita e di evoluzione (tendo sempre a qualcosa di nuovo, avendo cura che non sia – al contrario – involutivo), credo che buona causa del cambiamento sia stato l’aver conosciuto questa mia anima affine al di fuori del web.

Un uomo è composto di tante anime, il difficile è farle percepire tutte ad altri. E nella rete solitamente si riesce a presentarne al massimo due o tre.

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25 risposte a “SIMPATICA CANAGLIA

  1. sì, sono convinta.
    Verissimo che in ogni persona ci sono tante anime, che siamo sempre in metamorfosi, che le nostre anime si colorano quando vengono espresse, mentre le altre ingrigiscono.
    questa è una grande verità che soltanto coloro che sono in cammino sanno comprendere e accogliere. Mi spiace non essere propositiva , ma questo post è toccante e non posso che esprimere il pensiero che ispira.

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  2. Mi torna un altro ricordo, che mi fa sorridere ancora di più. In una delle mie vite precedenti ho lavorato in una grande banca; sebbene molto giovane avevo già una grande cura del mio aspetto, un innato gusto nel vestire ed eleganza nei modi e nell’eloquio (non so cosa sia la finta modestia), e molti colleghi ricordo che scambiavano questa cura per affettazione e come “sintomo” di una presunta ambiguità sessuale.
    Ovviamente dovettero ricredersi quando, una dopo l’altra, ebbi relazioni con alcune delle colleghe più “ambite” ……e chissà se sarebbero stati stupiti nel conoscere il Fedi di qualche anno fa.
    Non che io abbia (avuto) desideri di rivalsa, o che abbia (avuto) bisogno di conferme, però mi diverte pensare come spesso ci si faccia condizionare da erronei pregiudizi che portano a sottovalutare chi non si conosca. 😉

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  3. Si sottovaluta anche chi si conosce, talvolta… Avevo un amico il cui padre è stato convinto per un periodo che fosse gay. Niente di più lontano dalla verità. Chissà poi come nascono certe idee…

    Pochissime persone percepiscono le nostre numerose anime. In alcuni casi una o due. E quei “casi” dovrebbero avere l’intelligenza di tenersele strette, le persone che li percepiscono.
    Non tutti hanno questa intelligenza o capacità che dir si voglia.

    Fedi… te l’hanno mai detto che chi si loda s’imbroda? 😛

    Mezzastrega

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  4. a leggerti in questa rievocazione sembra che tu abbia centanni!!! 🙂

    il don giovannismo è una spinta pulsionale quasi coercitiva a cui alcuni soggetti, prima solo maschili, ora anche femminili, soggiacciono per nutrire un narcisismo bramoso ed affamato.

    onore a te che ne hai preso le distanze con consapevolezza.
    ovvio che non parlo di moralità, tanto meno di moralismo.
    a lungo andare si crea una deriva insoddisfacente. come giustamente hai sottolineato, le tipologie si ripetono e si ripetono anche i copioni, il tutto finisce con il causare un senso di nausea, proprio come quando si ingerisce una grnade quantità dello stesso cibo.

    il tuo punto di arrivo attuale, solesi chiamare anima gemella o altra metà del cielo, come io preferisco, è una meta ambita da molti e raggiunta da pochi.
    spesso capita di prendere abbagli e lavorare di fantasia e allora son dolori.

    anche io ero su splinder… ma non mi pare ci siamo mai incrociati 🙂
    ancora mi dispiace che abbia chiuso, rimane la mia piattaforma del cuore….

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    • Non è che lo facessi per narcisismo o bisogno di conferme, è che usavo il sesso al posto di un buon liquore. E comunque mi piaceva anche il gioco della seduzione.
      Il problema è che proprio questo gioco era diventato troppo facile, scontato e ripetitivo; e a parte aspetti moralistici, che non mi attengono, mi mancava qualcosa di più completo e profondo.

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  5. Premesso che adoro il Fedifrago di ora, mi piaceva anche quello di prima , anche se un po’ sopra le righe. E adesso tieniti forte, mi sarebbe piaciuto un sacco uscire con te, sì lo confesso, però per andare a pranzo o a cena. Così finalmente ti saresti rilassato davanti ad un menù appetitoso e un vino appropriato ed avremmo parlato di questo e quello e ci saremmo fatti un sacco di risate. E tu ti saresti goduto la serata, senza il pensiero di dover per forza sedurre con relative linguine e massaggi mirati, così disteso e forse per la prima volta veramente a tuo agio.

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