IL RIFIUTO

So già che alla fine del post qualcuna mi darà del misogino, e qualcun altro dirà che sono un presuntuoso. E francamente me ne infischio!

Il rifiuto a cui mi riferisco nel titolo, non è quello di una donna nei confronti di un uomo, come potrebbe anche far pensare la foto scelta, ma è esattamente il contrario. Mi è capitato alcune volte, poche a dire il vero, di rifiutare le profferte sessuali di donne, sia che fossero fine a se stesse quanto potessero essere preludio di ben altra relazione. Per certo un paio di volte mi è capitato per timore delle conseguenze, nel senso che avevo riconosciuto un notevole squilibrio mentale nelle donne in questione, acclarato anche dal fatto che rivolgessero a me le loro attenzioni. Altre volte (anche queste un paio, a memoria) perché in quel momento stavo vivendo una relazione che andava oltre il sesso.

Ne ricordo una, in particolare. La donna che mi “corteggiava” con insistenza, madre separata di un bimbo di otto anni e più giovane di me di altrettanti, era una bella mora con occhi verdi del trentino; praticamente una sosia di Alessia Merz (per chi la ricorda). Oltre all’aspetto particolarmente attraente, ed alla notevole carica erotica che sprigionava (almeno ai miei occhi), aveva anche il pregio di essere una donna molto interessante ed affine a me per molti altri aspetti (che non starò ad approfondire). Il motivo del mio rifiuto fu che, in quel momento, stavo vivendo una relazione molto passionale con profonde implicazioni affettive, sebbene la distanza avrebbe potuto agevolare incontri “extra”.  Non avevo bisogno di altro, né di conferme della mia mascolinità, ed ero convinto che per far proseguire quella relazione fosse giusto essere monogamo.

Nulla di più sbagliato, a quei tempi ero “il fedifrago” di Splinder, e per la mia “fidanzata” rappresentavo probabilmente una sfida, quella di riuscire a “cambiarmi” e ad essere l’unica. Una volta raggiunto il proprio scopo il suo interesse è iniziato a scemare, per poi indirizzarsi altrove.

Qual’è la morale di questa storia? A mio avviso che la “fedeltà” non paga (sebbene ora io “frequenti” solo mia moglie), e che se eventuali incontri extra sono gestiti bene, senza far mancare nulla alla propria compagna, e senza compromettere il rapporto principale, nessuna donna valga – in termini assoluti – il sacrifico di un rifiuto. Ovviamente il discorso vale anche nell’ottica della donna.

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27 risposte a “IL RIFIUTO

  1. Caro Fedifrago, ritengo che mai come in questo caso si tratti di fede. Fede in quel che si raffigura nella propria mente e nel proprio cuore. Personalmente ho moltissima fiducia in me, non dispongo invece di alcuna fiducia in altri o in dei, divinità varie. Non credo che un’estranea conosciuta per caso possa davvero assurgere a “compagna per la vita”. E’ sempre una nostra personalissima scelta, e personalmente mi conosco abbastanza per dubitare delle mie abilità in tale ambito. Sono bravo in altre cose, bravissimo. In questa per niente!

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  2. questo post non ha niente di misogino, è semplicemente realista, vedo si sintetizzare:

    1) la fedeltà è un valore quando è frutto di una scelta, non quando è una imposizione sociale/religiosa

    2) quella di voler cambiare il proprio uomo per poi “archiviarlo”, come fosse una pratica evasa, è una metonimia che si perpetua da tempo immemore

    3) un uomo tenta di sedurre una donna, tendenzialmente, per un solo motivo, soddisfare le pulsioni che la medesima suscita. La donna tenta di sedurre per una compilation di motivi, tra le quali la vanità, è qui che il “rifiuto” provoca reazioni irrazionali

    TADS

    ps: complimenti per il blog

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    • Concordo sul tema della scelta personale, poiché ho smesso da circa trent’anni di farmi condizionare dalle convenzioni e dalla “morale” comuni. Ho dei principi molto radicati, che non sempre coincidono, però, con quelli dei più.
      Ciò che intendo, non scevro da una certa vena di cinismo, è che indipendentemente dalla motivazione nessuno merita la cosiddetta fedeltà; e che nessuno mi dica che la fedeltà è questione di rispetto, poiché il rispetto per una donna consiste nel darle ogni giorno il massimo possibile di sostegno (materiale e morale), di “amore” e -perché no- di sesso. Il discorso richiederebbe un notevole approfondimento, ma per chiudere dirò che in una relazione sono più importanti la condivisione e la complicità di quanto lo sia la “fedeltà”.

      Grazie per l’apprezzamento, considerando che scrivo in maniera molto più frettolosa e meno approfondita di quanto non facessi ai tempi “dell’altro”.

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      • scrivi benissimo e poi io tendo a badare più alla sostanza che alla forma, per quanto questa sia importante

        sintetizzo il tuo concetto, lo condivido in pieno, con un termine che nasconde un universo: il “cuckoldismo”, a detta di coloro che lo praticano, la massima espressione di complicità vissuta esorcizzando l’ipocrisia della fedeltà

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        • Questa volta temo di essermi fatto fraintendere, invece. Al contrario del cuckold io non vorrei mai sapere che la mia (donna, partner, compagna, moglie, fidanzata) abbia avuto altri incontri di sesso, così come nell’eventualità non lo ammetterei mai.
          La complicità a cui alludo ha un senso lato, e si riferisce ad ogni aspetto della vita in comune.

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          • sono stato troppo sintetico, non ho assolutamente associato te al cuckoldismo, ho citato una interpretazione estremizzata della complicità che abbatte ogni retorica sulla fedeltà

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          • Uno dei “problemi” della rete, come peraltro anche uno dei suoi pregi, è proprio la sintesi. Difficile esprimere in modo sufficientemente intelleggibile il proprio pensiero con poche parole 😉

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  3. completamente d’accordo,penso che l’uomo sia poco incline alla monogamia e non sono certa che sia fatto per essa. puoi decidere di passare la tua intera vita con una persona,condividere tutto con lei ma provare attrazione che sia fisica,sessuale,mentale,psicologica per altri,non per forza ciò va a intaccare la vita di coppia. se si è sicuri dei propri sentimenti.

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    • Il discorso sarebbe molto più complesso di quanto si potrebbe dire qui. L’essere umano comporta anche subire la fascinazione di altre persone al di fuori della coppia; la maturità consiste nel portare l’eventuale tensione erotica all’interno del proprio rapporto. Esemplificando si potrebbe dire che posso essere gratificato dalle attenzioni di un’altra donna, ma che non necessariamente devo andare oltre, e utilizzare questa gratificazione per dedicare maggiore trasporto alla mia compagna.
      Però non credo sia da stigmatizzare chi, occasionalmente e senza farne uno stile di vita, possa cedere alla tentazione; purché ciò non incida negli equilibri della coppia.

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  4. ” L’essere umano comporta anche subire la fascinazione di altre persone al di fuori della coppia; la maturità consiste nel portare l’eventuale tensione erotica all’interno del proprio rapporto. Esemplificando si potrebbe dire che posso essere gratificato dalle attenzioni di un’altra donna, ma che non necessariamente devo andare oltre, e utilizzare questa gratificazione per dedicare maggiore trasporto alla mia compagna.”

    Ho riportato queste righe perché sono la sintesi perfetta delle risposte a tutti gli interrogativi posti fin qui. Dato per scontato che la fedeltà non esiste nel rapporto a due, ma non esiste in nessun rapporto, facciamocene una ragione, dato per scontato che le donne e gli uomini sono portati all’infedeltà in eguale misura, casomai l’unico ostacolo per le donne è dato dal fatto che tra lavoro fuori, in casa e i bambini ha meno possibilità dell’uomo decisamente più libero, dato per scontato che anche le donne tradiscono per il gusto della conquista, perché amano giocare, che si fa a questo punto? Fedy dice di usare questa fascinazione per rinvigorire il rapporto di coppia.
    E’ vero, perché se il rapporto che stiamo vivendo, nel quale crediamo con tutte le forze, è veramente importante possiamo fare anche questo tentativo. Non sempre però si riesce a rifiutare “l’offerta”. Che si fa allora? Parlarne o tacere? Di solito si tace, il traditore è una tomba, continua a mentire anche davanti all’evidenza dei fatti. Il tradito dal canto suo preferisce lasciar correre e tace a sua volta. Ovviamente sto parlando delle scappatelle, non delle relazioni più o meno impegnative, quelle meritano un altro discorso. E’ giusto? E’ sbagliato? Ognuno è libero di agire come crede. Da parte mia preferisco sapere perché se è vero che il mio rapporto di coppia è impostato sulla fiducia e la condivisione, che cosa può portarmi di diverso sapere che il mio compagno ha avuto una scappatella, tanto so benissimo che queste cose succedono, inutile nascondere la testa sotto la sabbia. Molto meglio parlarne insieme. Detesto il partner che nega ostinatamente anche quando tutto è contro di lui. Posso perdonare un’avventura, non perdono assolutamente chi nega. La fiducia è anche sapere di poterne parlare insieme.

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    • Se uno/a cerca una relazione durevole al di fuori del proprio rapporto è meglio che prima lo chiuda. Io ho fatto così, ogni volta, perché se vuoi far entrare un nuovo sentimento devi prima creare il vuoto ….e non aver timore di restare solo.
      Quanto al “rapporto occasionale” rimango dell’idea che non si debba venirlo a sapere; è vero che diamo per scontato che possa accadere, ma tra possibilità e certezza vi è un abisso. La certezza, a mio avviso, cambia per sempre la visione che abbiamo dell’altro e con essa anche il rapporto.

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      • Non ho parlato della relazione seria, bensì del rapporto occasionale che può capitare, nonostante tutti i nostri buoni propositi, anche se non lo andiamo a cercare. Ripeto, è una scelta preferire di saperlo o meno. A parte il fatto che le donne hanno un sesto senso che le mette in allarme e quando una donna si mette a pensare è un fiume in piena, non la ferma nessuno. Allora io preferisco che se ne parli onestamente, piuttosto che fare la figura della deficiente che ha le fisse. Dalle mie parti si dice ” pensare male è brutto, però ci si azzecca sempre” E poi tra colleghi ci siamo divertiti a fare delle ricerche. Ebbene, su 10 uomini che tradiscono 7 si fanno scoprire, su 10 donne solo 2/3 si fanno scoprire.
        Io invece preferisco una brutta verità ad una bella bugia. Non mi fido di uno che mi nasconde certe cose. Poi come ho già detto, ciascuno si comporta come crede.

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    • suzieQ, forse il tuo lavoro ti permette di essere distaccata e razionale anche nel caso che il tuo compagno pratichi le scappatelle, perchè non è mai una, se c’è la prima c’è anche il resto. E ha ragione Fedy, tra la possibilità e la certezza c’è l’abisso nel quale annega la fiducia e la complicità..ho visto due coppie trasformarsi in seguito alla scoperta delle corna

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      • Non credere che io sia assolutamente distaccata e me ne freghi, perché ti sbaglieresti. Anzi sono piuttosto gelosa. Però ho imparato ad elaborare il fatto. Tu dici che hai visto coppie disfarsi, certo, prima di tutto non siamo tutti uguali, c’è chi non sopporta le corna e chi riesce a farsene una ragione. Ho detto prima che non sto parlando delle relazioni extra che durano da tempo. Parlo della scappatella. Innanzi tutto l’altro/a, se è ben attento e con le orecchie dritte ha sentore di qualcosa, perché chi tradisce ha SEMPRE un atteggiamento particolare che non può sfuggire ad un partner attento. Questo perché si sente in colpa ed automaticamente teme che il partner se ne accorga. Quindi nel suo comportamento c’è sempre qualcosa di strano che dovrebbe far pensare. Ti faccio un esempio: Lucio tutti i martedì va a cena fuori con gli amici, quindi si prepara ed esce tranquillamente. Conosce una donna e decide una sera di uscire con lei. Un martedì ovviamente, per non dare nell’occhio., invece di andare a cena con gli amici uscirà con lei. Quindi si prepara come ha sempre fatto, non c’è nulla di diverso nei gesti che fa, perché la moglie non sa e non sospetta nulla. Ma lui lo sa e sa di non fare una cosa giusta, per cui teme che la moglie possa capire il suo disagio. E così invece di comportarsi come al solito, si farà prendere dal nervosismo e dirà cose assurde che in un martedì normale non direbbe mai. O farà cose strane che non sono di sua abitudine. Tanto che alla fine la moglie li dirà: Sei strano e nervoso stasera…..che ti succede? E credimi, basta questo perché la moglie cominci ad impensierirsi e Lucio è fregato. Anche se quella è e sarà l’unica scappatella. E non si illudano quelli più scafati e abituati a farla franca, i gesti, la postura del corpo, le espressioni del viso parlano per noi anche se siamo freddi come il ghiaccio, qualcosa di noi denuncia il fattaccio. A questo punto il partner ha due possibilità: o tace perché non si è accorto di nulla, o comincia a sentire puzza di bruciato ma si aspetta che l’altro parli. L’altro non parlerà mai, ovviamente. E il partner soffre di una sofferenza doppia, il fatto di essere cornuto ma ancora di più il fatto del proprio orgoglio ferito, della propria dignità calpestata. Sapessi quanti uomini e donne traditi dicono:

        “Non è il fatto che mi abbia tradito che mi fa più male, perché so che può capitare, ma il fatto che non me ne abbia voluto parlare, che non si sia fidato/a di me, che mi abbia fatto fare la figura del cretino che sa ma deve far finta di non sapere. Come dicono a Napoli, cornuto e mazziato.” E così la coppia si sfascia.

        Se poi il partner dichiara che preferisce non sapere perché è meglio così, scappare a gambe levate! E’ una persona che non è in grado di affrontare il confronto, perché quando si tradisce la colpa non è mai di uno solo, ma di tutt’e due, magari involontariamente, ma anche il partner tradito in qualche modo ha le sue responsabilità. Poi è chiaro che ci sono certi casi in cui il partner non c’entra niente.

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        • L’uomo nella maggior parte dei casi si fa scoprire per mancanza di coraggio, ovvero perché vuole che sia la compagna a decidere la rottura del rapporto; se invece non rompe si sente autorizzato a “ripetersi”. Ma questo è un maschio, non un uomo.
          Nei casi minoritari, invece, si fa scoprire perché è un pirla; non basta, anzi non serve, essere scafati, l’unico modo per non essere scoperti (nella teoria sono fortissimo, scriverò un manuale) è essere totalmente indifferenti. La cosa più difficile è essere indifferenti nei confronti del sesso, cioè non provare ansia e desiderio per l’incontro e fregarsene di mandarlo a monte; se Lucio non può avere la sua occasione stasera, pazienza sarà per un’altra volta. E comunque fondamentale non cambiare gesti né abitudini 😉

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  5. ‘sta frasetta qui sopra, se son convinta di ciò che sto per scrivere, mi sorprende ogni volta, CERTO! sennò non scriverei, mica è obbligatorio…
    comunque torno al tema. O meglio ai temi.
    la fedeltà, concordo completamente con TADS e Fedifrago sull’argomento, in tutto e per tutto, aggiungo solo che soggettivamente ho vissuto in totale libertà la fedeltà finchè ho amato e stimato il mio uomo, e sono stati molti anni. Quando l’amore e la stima son venuti meno mi sono accorta che esistevano altre persone e varie situazioni.
    Sono convinta che la tentazione debba essere celata al partner.
    Stigmatizzare ? Mai, nessuno.
    Interessante argomento, grazie per le condivisioni e le riflessioni.. 🙂

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  6. punto primo – grande stima per chi sa distinguere tra storie di sesso o scappatelle occasionali e rapporti che coinvolgono i sentimenti, e che di conseguenza cambiano atteggiamento di vita.
    punto secondo – se si tradisce non si deve confessare mai. negare anche sotto tortura.
    chi confida il tradimento è un cagone senza spina dorsale che vuole scaricare i propri sensi di colpa sul partner.
    punto terzo – qualunque donna dica che preferisce sapere la verità, una volta saputa farà una tale tragedia che il rapporto andrà a puttane.
    punto quarto – io sono stata tradita e ho tradito. non me ne vanto. ero intrappolata e stupida. da anni ho imparato a gestire le cose diversamente. ma odio l’ipocrisia.

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