POLITICAMENTE (S)CORRETTO

Sono stanco del buonismo di facciata, e dell’ipocrisia del “politically correct”. Direi che sono diventato anche sufficientemente snob, certamente non stronzo ma bastardo quanto basta.

Certo l’educazione ricevuta e la cultura mi fanno sempre da filtro, ma con il passare degli anni mi sono emancipato. A parte i rapporti professionali, se devo dire figa, cazzo o culo lo faccio senza usare sinonimi; odio le chiacchiere inutili in merito al calcio del parrucchiere, e preferisco che non disturbi i miei pensieri. Scelgo con cura le persone da frequentare e con cui fare conversazione, apprezzo gli scambi di idee intelligenti e colte anche se so già dall’inizio che rimarrò della mia opinione, e se qualcuno non mi piace o mi è indifferente lo faccio capire chiaramente e subito. Da giovane sono stato socialmente impegnato, ora francamente preferisco pensare a me ed alla mia famiglia. Se posso fare un gesto di cortesia o porgere un sorriso lo faccio volentieri, poiché sono sinceramente convinto sia il modo migliore per rapportarsi con le persone, ma se non mi ringrazi almeno con un cenno o ricambi il mio sorriso con un grugno imbronciato ti mando affanculo, e non mentalmente. Mi preoccupa la situazione in Siria, ma più per l’aumento del carburante che per il presunto uso di armi chimiche; così come mi spiace per gli abitanti di Lampedusa, ma in questo momento la mia priorità è far diserbare l’ingresso ed il parcheggio. Vorrei vedere Berlusconi fuori dal Parlamento, certo per un senso di Giustizia più ampio, ma soprattutto perché quando il fisco se l’è presa (ingiustamente) con me sono stato costretto a pagare e lui invece no. Ho forte il senso della collettività, ma pretendo che l’abbiano anche gli altri, cerco di fare in modo che i miei diritti e le mie libertà non ledano quelli di altri ma esigo lo stesso rispetto per i miei. Sebbene possa essere considerato alquanto immorale, non sono amorale, anche se non sempre i miei codici collimano con quelli comunemente intesi. Non vado mai in chiesa, e mi rivolgo a Dio nei momenti di bisogno trascurandolo quando tutto va bene. Nelle persone preferisco la sostanza all’apparenza, ma onestamente apprezzo maggiormente una bella donna ad una esteticamente insignificante ancorché intellettualmente interessante.

Diciamo, in conclusione, che sono uguale alla maggior parte delle persone, solo che non maschero il mio essere politicamente scorretto con l’ipocrisia di facciata; non sono come quei padri che frequentano prostitute dell’età delle loro figlie, ma poi pubblicamente deplorano il degrado che queste portano sulle strade.

P.S. Qual’è il nesso della foto con il testo? Nessuno, mi piacciono i bei culi femminili

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4 risposte a “POLITICAMENTE (S)CORRETTO

  1. Sei convinta di ciò che stai per scrivere?

    Sì, e ti chiedo: perché affermi che pur apprezzando lo scambio di idee intelligenti, sai già dall’inizio che rimarrai della tua opinione?

    Che piacere leggerti, Professore!
    Sarai tutto quel che ti pare e piace essere (e come non potresti?), condivisibile e meno, ma la capacità di saper scrivere bene non te la leva nessuno. Finalmente un italiano corretto. 😉

    Un abbraccio

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