RIFLETTENDO

Ecco, giusto per essere autoreferenziale, un altro termine con diversi significati: riflettere. E in questo caso non intendo l’azione di rimandare un’immagine speculare come potrebbe essere suggerito dalla foto, ma l’atto di mettere in funzione i due neuroni che stanno sopravvivendo anche a questo agosto.

Avevo già tentato una riflessione, diversi anni or sono, sulle motivazioni che spingono a pubblicare un blog, di qualsiasi natura esso sia; ora però ho molta più esperienza e conoscenza di alcune dinamiche che si sviluppano in rete, e che mi hanno portato alla decisione di rarefare la mia presenza (e di lasciar “morire” il vecchio blog). Andy Warhol già profetizzava che nel futuro ciascuno avrebbe avuto 15 minuti di celebrità, ma è stato ampiamente superato dalla realtà, in quanto la maggior parte degli internauti si danna per averne 15 secondi.

Tralascio il discorso sui cosiddetti social tipo Facebook, che conosco solo per “sentito dire”, in quanto mi rifiuto di mettere in pubblico i miei calzini e le mie mutande stesi ad asciugare. Mi riferisco pertanto al mondo dei blog; da un lato il web offre l’opportunità a chiunque di far conoscere il proprio pensiero e le proprie opere, dall’altro il peggior difetto è proprio quello di consentire a chicchessia di pubblicare il proprio pensiero e quanto essa produca. Così accade che si osserva il proliferare di critici (cinematografici o d’arte, poco importa), di fotografi (che ci spacciano senza esserne richiesti il petalo del myosotis sul loro balcone), di scrittori/trici (buona parte con tema erotico, e con un talento degno di “Lando” o del “Montatore”) senza contare gli innumerevoli poeti. Anche se, a mio avviso, i più fanatici sono colo che si atteggiano ad intensi filosofi o maître a penser scrivendo solo citazioni (senza peraltro far alcun riferimento all’autore originale). Francamente sono sempre più convinto che ad abbondare in rete sia solo la fuffa.

Ma chi sono io per giudicare, e per precludere a qualcuno i suoi 15 secondi di celebrità? Tempo fa mi definivo il mastrolindo della retorica, il vate(r) dell’erotismo da esselunga, un signor nessuno e per giunta politicamente scorretto. Magari uno che che ha già bruciato i suoi 15 secondi e quindi ora invidia altri……

Ribadisco, non sono nessuno, ma consiglio a chiunque si accinga a scrivere di riflettere sulla famigerata frase di Rocco Siffredi (sic! …un vero filosofo ….o filologo …o magari figologo) e di rivolgersi ai lettori “sempre con grande umiltà, e la massima ironia”

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9 risposte a “RIFLETTENDO

  1. leggendoti ho pensato: “dove stenderà mutande e calzini ad asciugare?” (a meno che non tenga lo stendibiancheria dentro casa, io li stendo per forza in pubblico, contando sul fatto che chi passa per la sua corsetta giornaliera, o la cavalcata, non sia affatto interessato alle mie mutande)…
    E poi sì, la fuffa abbonda. Non c’è solo quella, basta saper cercare.

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  2. Eccomi!!!!!
    Ma come potevo sapere che avevi riaperto?!?!
    Sì, c’è un sacco di fuffa e c’è sempre stata. Ma internet non è diverso da qui fuori. Al bar stessi discorsi tra ignoranti, al lavoro stesso buonismo retorico, dal parrucchiere stessi discorsi sul nulla. Come ovunque bisogna selezionare.
    Quanto a fb, la cosa più bella è farne parte per poterne parlare male, tipo ‘sindrome porta a porta’.
    Non sai quanto cattivo gusto ti perdi 🙂

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    • Poi, devo fare la spunta a ‘notifica commenti a questo commento’ se no come lo so che mi hai risposto?
      Ho già detto che mi manca splinder? Senza contare che sto scrivendo senza vedere ciò che scrivo?!?
      Poi i blogger si sono impigriti con fb, che disastro, sempre meno fatica!
      Dobbiamo resistere! E intanto bentornato a te e leonardina!

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      • La moderazione ….sono sempre più snob, ed anche se scrivo “minchiate” (in gergo tecnico) e pure svogliatamente, decido io chi può lasciare traccia in casa mia.
        Mi pare che la maggior parte, sia nei blog che in FB facciano di tutto solo per collezionare il maggior numero possibile di visite …..certo, ciò avveniva anche nel vecchio Splinder, ma ho l’impressione che fossimo più una comunità anziché tante voci disgiunte ed individualiste. O magari sto invecchiando, e come tutti i vecchi ho i ricordi distorti 😉

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