SEMPRE POLITICAMENTE (S)CORRETTO

Qualche tempo addietro ho pubblicato un post in cui mi domandavo chi, tra Salvini e Di Maio, fosse il gatto e chi la volpe.

Ora è chiarissimo, la volpe è Felpini (aka Salvini), e Giggino è un gatto spelacchiato che l’ha preso nel lisca (tipica espressione milanese per significare la sodomia) senza neppure un pochino di lubrificante.

Nell’intento di rincorrere le perdite di consenso paventate dai sondaggi e, nel contempo, di rinsaldare una base rumoreggiante per l’essersi rimangiato tutta una serie di “punti fermi” che si sono rivelati invece evanescenti, ha pensato bene di cadere nel trappolone del Felpini. Tutti avete presente il casus dell’incrociatore Diciotti: il nostro Mostrini (scusate, altro soprannome dato dall’uso smodato di giacche con mostrine di vari corpi) aveva inizialmente richiesto di volersi sottoporre a processo per potersi bullare davanti a vasta platea delle proprie azioni; a questo punto il Gatto, tutto contento ma ignaro, ha comunicato ai quattro venti che le stelline (in brodo) avrebbero votato a favore dell’autorizzazione a procedere.

Ribaldini (tanto sapete a chi mi riferisco), appena visto il pollo infilarsi da solo nel sacco, ha fatto prontamente retromarcia asserendo di avere fatto ciò che ha fatto come atto governativo e con il consenso dell’esecutivo tutto. Ora non sto a spiegarvi la questione legale, che verte sull’interpretazione di atto di interesse superiore e generale, ma resta il fatto che il gattino si è trovato improvvisamente a dover scegliere tra due alternative:

  1. Votare (e far votare) a favore dell’autorizzazione a procedere, aprendo così una crisi con l’alleato (non certo suo, alleato)
  2. Voltare gabbana ancora una volta, votare contro, e rendere ancora più scontenta la base

Comunque sia, riferendomi alla foto che apre il post, l’esortazione ad usarlo vale solo per chi ne sia dotato.

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I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 32

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Whatsapp mi dice che sono in linea …

….allora a cosa diamine mi serve fare la dieta?!?

I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 31

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Fammi capire, tu che vai a Torino e paghi per fare sesso (sic!) con una bambola  …..

….ma non ti bastano tutte le fighe di legno che ci sono a Milano, vuoi anche quelle di gomma?

CONTE …..CONTE, CHI?

 

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Qualcuno ha notizie del Presidente del Consiglio? …quello nominato ufficialmente, intendo

MA LA VEDO SOLO IO?

Ma la vedo solo io la somiglianza?

E chi sarà mai il “burattino”?

Gatto e volpe

“….Avanti non perder tempo, firma qua
è un normale contratto è una formalità…

….lui è il gatto, e io la volpe, stiamo in società
di noi ti puoi fidare!…. di noi ti puoi fidar!”

(Il gatto e la volpe – Edoardo Bennato)

SEMPRE PIÙ (A)SOCIAL

CDC84E43-7E38-4903-9474-9786BE5B2521Già non frequentavo Facebook …ora abbandono pure Twitter. Il livello di studipità dei commenti, del livore e dell’aggressitivà quando si affrontano temi pseudo politici, le idiozie che scrivono i faziosi sono insopportabili.

Ma soprattutto mi ha stancato l’ignoranza delle persone, la loro incapacità di sviluppare il benché minimo spirito critico mi nausea. Mi trasferirò a vivere in Sardegna, dove le pecore hanno ancora una loro dignità

I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 30

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”L’amore ai tempi della ruera”

P.S. Liberamente ispirato da Gabriel Garcia Marquez

P.S. 2 In milanese la ruera è la pattumiera

CRONACA DI UNA PENSIONE ANNUNCIATA

Il Fedi è andato in pensione …tanti saluti a tutti

P.S. ho cambiato il nome, poiché Fedifrago se n’è andato ora vi troverete nei commenti un tale “emmepi”. Accoglietelo bene, è molto meglio del Fedi

HO PERSO LE PAROLE

Credo che questa volta sia proprio finito un altro periodo, qui. Non ho più voglia di scrivere cazzate o fatti personali, ed il poco tempo rimastomi per la scrittura lo dedico ad articoli professionali.

Vengo sempre più raramente qui, ed altrettanto raramente vi leggo, non ho più neppure voglia di cercare una fotografia che sia di corredo a questo saluto.

Credo anche di essermi perso qualcosa nel frattempo, incluso qualche pezzo di me stesso. Ora apro la porta, esco, e vado a cercarmi …

CECITA’

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Sabato mattina. E’ un’alba ottusa da una luce grigia, le vie di Milano in centro sono ancora vuote e rese lucide dalla neve che inizia a sciogliersi. Nell’aria ancora un presagio di nuovi fiocchi che tra poco scenderanno grossi e lenti. Nonostante il freddo tenti di entrare sotto la coltre del mio soprabito, devo fare passare del tempo e passeggio lungo le rotaie di un tram …non so neppure quale. D’un tratto inizio a vedere le serrande dei negozi, ancora abbassate, decorate dalle mani di writers metropolitani ed inizio a fotografarle.

Una mi fa pensare che molte volte, nella mia vita, sono stato cieco e sordo.

 

(foto personale ©)