INTERVISTA DOPPIA

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Ci si accorge che l’estate è nel suo pieno, e che il periodo vacanziero si avvicina, quando su quotidiani e periodici si leggono le solite “inchieste da spiaggia” (a dire il vero, sui quotidiani ogni giorno si legge di una strage o comunque di omicidi plurimi …..ma si trovano anche statistiche ed inchieste più leggere). Quindi quando mi hanno chiesto di partecipare ad una intervista doppia ho accettato ….e poiché sono troppo pigro e svogliato per scrivere un post di mio pugno, non faccio altro che riportare il link a tale intervista.

Poi, se volete, potete tornare qui a commentare …..altrimenti chissenefrega.

Sorgente: Formae mentis a confronto

ANALFABETIZZAZIONE

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Sottotitolo: perché parli inglese se stai in Italia?

Ho partecipato ad una presentazione con dibattito (e volutamente non ho detto meeting o convention) con tema il commercio elettronico (va bene, e-commerce ve lo concedo) nell’ambito della moda, che ovviamente nel titolo della manifestazione è diventata fashion.

In pratica ogni tre parole pronunciate in italiano venivano inframezzate da uno o due termini inglesi. Spesso fuori luogo o privi di senso pratico nel contesto in cui erano pronunciati. E il tutto organizzato da un osservatorio del Politecnico di Milano.

Capisco che se si parli con un inglese sia corretto usare dei termini che conosca, ma a questo punto tutta la presentazione si svolgerebbe in inglese. E capisco anche che alcuni termini siano oramai entrati nel gergo comune, e siano magari difficilmente sostituibili in italiano senza usare sinonimi che abbiano (peraltro) un significato non perfettamente corrispondente: è difficile, ad esempio, trovare un sinonimo per “on line”, ed anche il nostro “in rete” non corrisponde sempre in pieno. Però vorrei che qualcuno mi spiegasse perché dire call anziché chiamata, o speech anziché discorso (o presentazione, che poi in italiano abbiamo parecchie sfumature, mentre in inglese spesso gli stessi vocaboli hanno significati differenti), fashion invece di moda, up to date invece di aggiornato (o al passo con i tempi), retail al posto di negozio, benchmark invece di indicatore, break even piuttosto che punto di pareggio, concept al posto di concetto (o idea), feature anziché funzionalità …..e via di seguito. Dico, immaginate quasi quattro ore di discorsi tutti infarciti di simili terminologie.

Io lavoro in un ambito in cui gli inglesismi possono essere frequenti e ricorrenti, e magari li uso con gli addetti ai lavori altamente specializzati quando questi si aspettino che io lo faccia, ma quando parlo con i miei clienti (e ancor più quando mi accade di farlo in pubblico o in aula) cerco di usare il linguaggio più chiaro e comprensibile possibile, nella nostra bella e ricca lingua. E penso sempre che chi usi due vocaboli inglesi ogni tre italiani in realtà non abbia niente da dire e lo mascheri con l’uso di termini pseudo-tecnici. Ma questo è solo il mio thinking.

RIDATECI LA GNOCCA

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Ecco, faccio contenta Santuzza* che nei commenti – come la maggior parte delle donne afferma tutto ed il contrario di tutto – dapprima si lamentava che pubblicassi solo foto di donne nude (la sua espressione esatta è stata “foto di cozze glabre”) e poi invece diceva che la colpa dei cali di commenti era della foto di scacchi e richiedeva di nuovo le mie solite femmine discinte.

In realtà questo è solo un pretesto, avevo già in animo da un po’ di scrivere qualche minchiata ma oltre alle citazioni degli ultimi post la mia vena creativa si era inaridita. Ovviamente il tema che “tira” maggiormente è il sesso; se ne parla un po’ ovunque, se ne legge (molto) sui blog sia come tema degli scritti quanto come argomento incidentale nei commenti. Ma il fatto che mi colpisce è che la maggior parte di questo sesso sia “teorico” (come con intento ironico affermo anche in una delle categorie dei miei post), se non addirittura solo virtuale. Si affrontano ed approfondiscono i più disparati aspetti, partendo dai sex toys e passando dai “desiderata” erotici femminili o maschili per arrivare al BDSM (solo per citarne alcuni). Si parla di Youporn, Sextube (esisterà? boh, se dovessi aprire un portale di video porno lo chiamerei così) e di webcam dal vivo. Si discute della possibilità di successo delle dating app, del livello (non solo fisico) delle persone che le utilizzano. Si aprono confronti anche infervorati sull’utilizzo che molti fanno dei social (e di alcune piattaforme di messaggistica) per approcciare, poi vivere una relazione e alla fine “scaricarsi” reciprocamente a mezzo bit.

Ma in tutto questo il contatto con la pelle dell’altra (o dell’altro, ovviamente) dov’è finito? E’ veramente relegato solo a un breve intermezzo “reale” tra tanti scambi “virtuali”? Io non mi voglio arrendere a questo, la rete è certamente un buon mezzo per iniziare ad approcciare qualcuno che altrimenti non avresti mai incontrato, ma io poi voglio vivermela fuori da qui, voglio sedermi per un aperitivo sotto un portico rinfrescato dalla brezza (va bene anche aria condizionata e musica jazz), voglio sedurre con lo sguardo e con la voce (ed altrettanto voglio essere sedotto), voglio sentire la pelle.

Vanno bene le belle foto, ma voglio continuare a mettere le mani e le labbra tra la carne. Ridateci la gnocca (vera, e viva) !!

*Santuzza ha un blog privato, e ad onta dell’avatar deriva il suo nick dalla Cavalleria Rusticana (almeno credo); quindi non immaginatevi sottintesi erotici perversi. E poi è fidanzatissima

CITAZIONE A CASO 2

scacchi

Nella vita, a differenza degli scacchi, il gioco continua dopo lo scacco matto.

(Isaac Asimov)

I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 16

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(a letto)

Dimmi che sono la tua puttana!!

Io te lo dico, però poi non chiedermi anche di pagarti …

CITAZIONE A CASO

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Amore è donare quello che non si ha a qualcuno che non lo vuole.
Jacques Lacan

CINISMO vs. MONOGAMIA

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(Premessa. Chi mi legge da tempo lo sa, per tutti gli altri preciso che il mio nick non deriva da mie – presunte o reali – infedeltà di coppia, e quindi le riflessioni contenute in questo post non sono affatto funzionali a giustificare a mio uso e consumo quello che definite “tradimento”)

Perché sono convinto che nessuno meriti l’esclusiva (sessuale) in una relazione, neppure io. Attenzione, questo non vuole essere un elogio della polirelazione ma una semplice constatazione.

In quella che si suol definire “relazione stabile”, che sia matrimonio o altro, io ritengo sia fondamentale non risparmiarsi. Entrambi debbono dare il massimo, in termini di affetto (chiamatelo amore, se preferite), di attenzioni materiali e mentali. È normale che dopo i primi tempi la passione si affievolisca, ma deve lasciare spazio e crescita ad una intesa che porti a mettere il bene dell’altro, se non al primo posto, almeno alla stessa stregua del proprio. Però, sebbene in maniere differenti, siamo sempre tutti un po’ egoisti e pensiamo prima a noi stessi; fino ad un certo punto un minimo egoismo è sano e funzionale, oltre diventa un elemento di frattura.

Quindi tu dai il massimo di te stesso, e ti accorgi che dall’altra parte invece ci sia una sorta di risparmiarsi e di prendere per sé qualcosa in più. E per quanto uno (dei due) possa essere dedito al/la partner, questo egoismo aumenterà sempre, il/la partner riuscirà a trovare dei motivi di insoddisfazione e quest’ultima aumenterà sino a deflagrare la relazione. E a questo punto colui che più ha dato, e che ha rinunciato anche ad altri flirt o incontri si domanderà se ne sia valsa la pena. La mia risposta è no.

Non si parla di cercare e creare costantemente nuovi incontri (o scopate, sempre se preferite), ma se ti capita l’occasione non lasciartela sfuggire. In tutto ciò non deve cambiare nulla nel tuo rapporto, non devi diminuire le attenzioni o far mancare qualcosa all’altro, perché allora saresti tu a creare una frattura anzi tutto in te stesso/a. Ma se riesci a concederti qualche flirt o qualche incontro sessuale – sporadicamente – senza far mancare assolutamente nulla alla coppia, non rinunciare, se la storia è destinata a finire lo farà comunque, a prescindere dalle azioni e da quanto amore vi avrai riversato. E poi la monogamia non è naturale.

In me convivono le due anime (e probabilmente anche molte altre), la cinica e la romantica (non per nulla mi definisco anche “pornoromantico”). Ma il mio romanticismo non mi porta a perdere obiettività, e quindi sono convinto che nessuno meriti l’esclusiva; neppure io.

FANCAR

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Il titolo non significa fan di automobili, ma è una crasi tra fanculo e automobile, e lo rivolgo alle seguenti persone incontrate solo stamattina:

  • fanculo a te sulla Classe B, caro il mio pirla che ti piazzi sulla corsia centrale dell’autostrada a meno di 100 kmh mentre te la ridi con il telefono incollato all’orecchio. Ti auguro che tua moglie se la rida con l’idraulico, mentre tu stai al cellulare.
  • fanculo a te sulla Mini, cara la mia stronza che stavi andando tranquilla da un pezzo e che decidi di accelerare mentre ti sto sorpassando sulla mia Smart. Non è che ti diano una menzione di disonore per questo motivo, continua ad andare tranquilla per la tua strada (affanculo, appunto)
  • fanculo a te sul furgone bianco, caro il mio andino figlio di un lama (l’animale), che dopo aver fatto il diavolo a quattro per sorpassarmi mi tagli improvvisamente la strada (ed ovviamente senza segnalarlo in alcun modo) per svoltare a destra costringendomi ad una frenata che mi pareva di essere Vettel al GP del Canada. Che ti si possano sbullonare tutte le ruote mentre affronti una curva ad alta velocità.
  • fanculo a te sulla Golf grigia, caro faccia di tamarro, che dopo aver fatto lo slalom all’ingresso del casello che pareva di essere su una pista di kart te ne vai zigzagando come un ubriaco  a 130 kmh con lo sguardo e le mani sul tuo ca**o di cellulare  per dire al mondo che – purtroppo – esisti, anche se un cervello non ce l’hai. Ma vatti ad infilare sotto un TIR!
  • fanculo a te sulla ca**o di auto che pare uno scaldabagno a motore, caro nanerottolo occhialuto, che allo svincolo di Assago hai pensato bene di tagliare in obliquo ben due corsie (anche tu senza usare l’indicatore di direzione …..ma cosa diavolo vi prende a tutti, li vendono come optional delle vostre autodimmerda, e nessuno li ha acquistati??) e di sbucarmi a dieci centimetri dal cofano costringendomi ad una sterzata che neanche il famigerato test dell’alce. Spero che ti revochino anche la pensione.

E fanculo a tutti quelli che messaggiano, a tutti quelli che parlano al cellulare tenendolo in mano, a tutti quelli che parcheggiano “a membro di segugio” in mezzo alla strada, a tutti quelli che sembra debbano conquistare la pole position e poi ti si piazzano davanti frenando, a tutti quelli che si pensano di essere furbi saltando le code ed invece sono solo degli emeriti stronzi, a tutti quelli che in sostanza si fanno i beati ca**i loro fregandosene bellamente di dar fastidio o peggio mettere in pericolo altri.

Se qualcuno si riconosce in queste categorie, sappia che mi rivolgo anche a lui (o lei). Il politicamente corretto non so dove stia di casa, soprattutto perché non riesco a fare neppure uno dei miei quarantamila km annui senza incontrare uno stronzo. E prima che qualcuno me lo rinfacci io no, non faccio alcuna di queste cose sebbene i limiti di velocità mi siano spesso sconosciuti.

 

SELFIE & Co.

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Ho già detto più volte che non sopporto tutti i selfie con la bocca a culo di gallina, ma anche i selfie in genere. E il fatto che se ne faccia anche il Papa non mi farà certo cambiare opinione.

Parimenti ho anche già detto che non capisco tutta la smania di “condivisione”, grazie alla quale le persone anziché vivere l’attimo nel momento in cui si svolge se lo perdono per postarlo, salvo poi rivederlo come fossero spettatori di se stessi. Aberrante.

Ed ora mi renderò ancora più antipatico ad alcuni (e magari a molti), ma chissenefrega. Non mi piace, ma posso capire la voglia che alcuni maniaci (non si possono definire altrimenti) abbiano di scattare centinaia di foto al cane e al gatto, al fiore mentre sboccia nel triste vaso sull’altrettanto triste balcone, al bambino per testimoniare la sua crescita minuto per minuto, nella vana convinzione che anche una sola persona al mondo sia interessata alla foto del taglio delle unghie al moccioso ……ma qualcuno è in grado di spiegarmi per quale cazzo di motivo sia necessario fotografare un toast al bar? E non era neanche fatto da Cracco!

I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 15

amante

L’una. Usa abiti, borse e scarpe solo di stilisti affermati e costosi. Ama le auto di lusso. Frequenta solo alberghi con cinque stelle e ristoranti parimenti “stellati”. Trucco e parrucco richiedono due ore ogni volta. Sessualmente deve avere qualche problema, raggiunge l’orgasmo solo masturbandosi sporca di sperma e con l’aiuto delle mani dell’uomo.

L’altra. È curata ma non all’eccesso. Preferisce un bosco in montagna all’albergo di lusso. Legge un libro più volentieri che fare shopping. È pronta in quindici minuti. Teatro e cinema sono meglio di un’auto di lusso. Sessualmente non ha problemi, le piace giocare e sperimentare ed ha più orgasmi consecutivi.

È proprio vero: chi si contenta gode! (di più)