ABBI DUBBI

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Dimmi dimmi dimmi dimmi, tu quanti dubbi hai. Nessuna verità è poi così sicura, ci sono troppi dubbi, non fartene un problema. (Edoardo Bennato)

Mi hai cercato tu, iniziando a flirtare. Io indugio, non è momento e non sono qui per questo. Tu insisti, ma lo fai in modo elegante (ed anche un po’sbarazzino), mi tenti. Infine decido di giocare anche io a questo gioco, che non capisco sino a che punto sia tale. Ci sono alcuni aspetti che non mi convincono, ma mi dico che non posso sempre essere così prevenuto (nonostante il mio essere prevenuto derivi spesso da uno sviluppatissimo istinto psicologico). Quasi tutte le nostre conversazioni contengono provocazioni ed allusioni sessuali, oltre a tante risate; sono leggere eppure c’è anche qualcosa in più.

Tu hai dei dubbi, e probabilmente anche io dovrei ascoltare di più i miei dubbi. Sei praticamente il clone (in biondo) della mia seconda moglie, e non solo esteticamente. E poi ci sono altri ostacoli, di non poco conto, per qualcosa che non sia solo un po’ di sesso. Non dovrebbe suonare solo un campanello d’allarme ….dovrebbero suonare campane e sirene di mezza città. Già in altre occasioni l’istinto mi ha detto di tirarmi indietro, probabilmente farei meglio ad ascoltarlo anche oggi.

DETOX

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Ho voglia di disintossicarmi un po’ dalla rete, per quanto già ora non sia presente più di tanto.

Ci si rivede la prossima settimana, forse

I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 13

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Per un istante ho creduto che sarei riuscito a metterla sotto,  stendendola brutalmente e stracciandole le vesti …..

…..ma lei con balzo si è messa in salvo sul marciapiede.

Cazzo, è ancora agile la suocera!

I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 12

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Caro, vorrei capire quali siano le tue intenzioni nei miei confronti….

Cara, mi pare di essere stato abbastanza chiaro, quando attirandoti a me per baciarti ti ho messo una mano nelle mutande ed infilato un dito nel culo……

CON UN’ARIA DA COMMEDIA …

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…..americana, sta finendo anche questa settimana. Ma l’America è lontana, dall’altra parte dell’oceano…. (grazie Lucio, per le tue canzoni)

Sto iniziando a sentirmi stretto in situazioni su cui ho poco controllo, devo cambiare la mia vita ma non riesco a farlo come vorrei. Dovrei andare via da qui, da ricordi che non voglio più, da amicizie che non sento più, da relazioni professionali che mi irritano, da una vita che ogni giorno sento sempre più estranea quasi quanto la vita di un altro osservata allo schermo. Devo lasciarmi alle spalle questa sorta di noia malinconica; lo so che sono spesso inquieto, e che nelle mie vite i cambiamenti sono stati e saranno ancora molti, ma ora sto proprio iniziando a diventare insofferente a tutto.

Non voglio fuggire, non è da me. Il fatto è che non vorrei essere né qui né altrove.

C’ERA UNA VOLTA

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Non è una favola, ma il titolo del post mi pareva adatto alla foto. E che non mi si dica che inserisco solo foto di culi.

La solita Vagi mi ha dato l’idea per un post, per qualche verso speculare al suo, in cui si parla di belle donne. Ovvero, perché e come relazionarsi con le donne belle, quelle belle veramente. Non venitemi ora a dire che è importante essere belle dentro, soprattutto perché dentro dove? Se ti chiedo una foto mi mandi una radiografia? Non siamo ipocriti, siamo tutti attratti da un aspetto quanto meno piacevole, se poi è veramente figa (in ogni senso) la nostra testa diventa come quella di un gufo e gira a 180 gradi per continuare a guardarla anche dopo che sia passata oltre.

Assodato che a tutti (i maschi) piacciano le donne belle, cerchiamo di capire perché noi dovremmo piacere a loro. Chiaramente il primo caso è che tu sia altrettanto bello, e quindi costituite la classica coppia Barbie e Ken. A parte il fatto che ho sempre pensato che Ken fosse un omosessuale, non se ne vedono a migliaia di queste coppie. Altro motivo è che tu sia veramente molto interessante, e quindi sei in una posizione di potere o possiedi una American Express Centurion (quella nera, per capirci); questa è buona parte dei casi in cui lei è bellissima e lui assomiglia ad un bidet rotto in discarica. Però può anche essere che lei sia bella bella e lui un bruttino fascinoso; perché noi uomini abbiamo un vantaggio, non neghiamolo, anche se abbiamo il naso storto come un pugile suonato possiamo essere interessanti ed affascinanti, mentre pochi considerano attraente una donna con un occhio che guarda ad est e l’altro a ovest.

Quindi se non sei Ken o non hai la carta nera, per relazionarsi con una bella donna serve una gran dose di sicurezza ed altrettanta di fatalismo. La prima sicuramente è indispensabile, contribuisce notevolmente al fascino di un uomo; serve però il senso della misura, per fare in modo che non scada nella presunzione e nella supponenza. Il fatalismo è utile tanto quanto non essere gelosi, perché è inevitabile che se è bella sia corteggiata da molti, indifferenti al fatto che abbia o meno una relazione; se deve lasciarti prima o poi lo farà, quindi non ti resta che essere sempre te stesso, dedicarle sempre le giusti attenzioni ma senza soffocarla perché otterresti l’effetto contrario. Se poi è nella tua natura (o se sei veramente molto abile) puoi anche apparire un po’ indifferente; attento però a non eccedere anche in questo, la misura sta nel generare qualche piccola incertezza ma nel non farla sentire troppo insicura, altrimenti cercherebbe altrove le sicurezze che tu le hai distrutto.

Da giovane ero abbastanza imbranato, e non mi sentivo all’altezza delle bellissime (salvo poi “scoprire” che allora non ero niente male); poi poco alla volta sono cresciuto ed ho imparato a relazionarmi alla pari (anche se non sono Clooney, Affleck o Pitt). Ora onestamente, la sola bellezza non mi basta, devo avere qualche brivido in più per sentirmi attratto da una bella donna …ma direi da una donna in genere. Certo è che non mi trovo in difficoltà nell’approccio con donne sopra la media, ma sto divagando. Manca il tema della qualità del sesso; nel post di Vagi molte osservano che il sesso con uomini molto belli sia insoddisfacente, perché troppo concentrati su se stessi. E con le donne molto belle com’é? Non posso generalizzare e mentirei se dicessi di averne conosciute a bizzeffe, alcune delle donne che ho conosciuto erano molto belle, altre meno, altre ancora poco; ciascuna è stata differente dalle altre, ma su tutto sono convinto che sia l’uomo a far l’amore a (e non con)  una donna  ….se riesci a trarre il tuo maggior piacere da quello che riesci a far provare a lei, ogni volta sarà un’esperienza esaltante e unica.

Se ne potrebbe scrivere per ore, ma io amo i post brevi e già troppo mi sono dilungato, per cui chiudo con una frase che era solito ripetere uno di quei “playboy” degli anni ’70 che ebbi occasione di conoscere quando già aveva superato la sessantina: “sono capaci tutti di amare una donna bella, il vero artista invece è colui che riesce ad essere un amante impareggiabile con una bruttina e che la faccia sentire una regina”

CANZONE

Le canzoni spesso sono la colonna sonora delle nostre vite. Ci sono canzoni legate a momenti importanti, un inno alla gioia, altre legate a momenti tristi. Canzoni sussurrate nel buio, o cantate a squarciagola in auto.

E poi ci sono le canzoni legate, per me, ad una donna. Se non ho dedicato, almeno mentalmente, ad una donna una canzone significa che sapevo non essere una storia importante. Me ne vengono in mente alcune: Every breath you take di Sting,  Not too late di Norah Jones, Sei nell’anima della Nannini, I Was born to love you dei Queen (che meriterebbe un capitolo a parte, in quanto era anche la preferita di una donna che però non era colei a cui la dedicai). E poi forse la più sentita, “chiama piano” di Pierangelo Bertoli, una canzone che ho sempre sentito molto legata a me e al mio modo di essere, purtroppo dedicata ad una donna che non credo abbia mai capito che non serviva neppure che sussurrasse per avere la mia presenza al suo fianco, e quindi invece strepitava per il suo voler essere sempre al centro delle attenzioni.

Chissà quale sarà la prossima canzone, forse Meraviglioso di Modugno, perché anche nei momenti peggiori non dobbiamo dimenticare la bellezza che ci circonda, e le innumerevoli opportunità che la vita ci possa offrire. Dobbiamo solo evitare di essere troppo distratti dal buio.

NE HO AVUTE MOLTE

bacio

Ebbene sì, lo ammetto, ne ho avute molte. Non è vanteria o vanagloria, ma una semplice constatazione: ne ho avute molte più della media di un qualsiasi uomo.

Alcune molto belle ed eleganti, altre meno. Alcune per un solo giorno, altre per una settimana, altre ancora per mesi e poche per anni; quelle di un giorno o di una settimana avevano conosciuto molti prima di me, le altre no. Una mi venne sottratta vigliaccamente, una ancora con l’inganno, ma tutte le altre le ho lasciate io.

Una sola nera come il carbone, la maggior parte chiare. Alcune più sportive, altre più tranquille, ma con tutte ho avuto un rapporto molto intenso. Di molte ricordo ancora la morbida pelle.

Le ho anche molto sfruttate, quasi consumate; ne ho avuto cura ma non in modo maniacale ….quel tanto che bastava affinché mi restassero fedeli.

Tra le mie, e quelle prese a noleggio, non ricordo più quante auto io abbia avuto.

I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 11

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Caro, stasera no, vorrei sentirmi più desiderata (infilandosi a letto con pigiama in pile e calzettoni)

Caro, a letto no, è troppo scontato

Caro, sul divano va bene ma alza il volume del televisore, i vicini ci sentono

Caro, in camera no, la vicina ci sente

Caro, a proposito della vicina, ieri l’ho sentita benissimo durante tutta la sua “performance”. È una cosa indecente!

Cara, hai ragione, la prossima volta le metterò una mano sulla bocca….

L’AMORE AI TEMPI DEL COLERA

vicolo

Un post della “nipote acquisita” Vagi, ed alcuni commenti di sue coetanee trentenni, mi hanno suscitato alcune considerazioni. In sostanza lei parla di alcuni uomini conosciuti tramite una applicazione per gli incontri; di colpo mi sono sentito uomo di un altro millennio (e sì, comunque è vero, considerando che sono nato agli albori degli anni ’60).

Intendiamoci, anche io ho usato in passato la rete per fare incontri: da Meetic sono uscite alcune delle donne che hanno ispirato molti post del vecchio e defunto blog (il nick Fedifrago era nato proprio là). E ne era uscita pure la mia seconda moglie, sebbene lei poi lo volesse nascondere a tutti (e a riprova del suo essere Giano bifronte c’è ritornata pochi giorni dopo aver lasciato casa …ma questa è un’altra storia). Dicevo, anche dal vecchio blog sono scaturite parecchie conoscenze, e qualcuna è stata anche molto importante e profonda, quindi non intendo criticare l’uso della rete che – in alcuni casi – diventa anche un modo per iniziare un gioco seduttivo basato sulle parole, e sulle sensazioni ed emozioni che da esse possano scaturire. Ma al gioco delle parole – spesso ragionate – che si compongono dietro al cursore sul monitor ho sempre preferito il gioco di sguardi e di parole pronunciate a voce. Ho conosciuto molte donne nei modi classici, e che oggi  paiono impensabili se non lontanissimi per i millenial; ne ho conosciute in serate passate con amici, altre al bar prendendo un aperitivo (non quelli che chiamano orribilmente “apericena” a gruppi chiusi, ma quelli classici in piedi al banco), un paio anche in metropolitana (quando ancora usavo i trasporti pubblici), una addirittura vista mentre passavo in auto e sceso praticamente al volo per conoscerla, un’altra ancora dalla strada mentre lei era affacciata al balcone …e altre occasioni mi verrano certamente in mente più tardi. Di tutti questi incontri ricordo l’emozione del primo sguardo, quando inizia a scaturire l’attrazione, ed anche di quelli successivi quando con gli occhi si cerca uno scambio fluido presago delle parole che potranno seguire. Ricordo anche il gioco della seduzione, quando lo sguardo passa dagli occhi alla bocca, i sorrisi, lo sfiorarsi delle mani e dei corpi mentre le parole fluiscono spontanee e leggere come aliti di vento.

Ora mi verrete a dire che questa parte ci può essere anche con qualcuno conosciuto in rete, ed è vero. Ma francamente io fatico ad emozionarmi per un’icona quanto mi capita di farlo per quella figura flessuosa poggiata elegantemente al banco di legno lucido del bar e che osservo da lontano portando il bicchiere alle labbra, mentre mi preparo ad avvicinarla. Scusatemi se trovo triste aprire un’applicazione sullo smartphone per selezionare dei sì e dei no accanto a nomi ….ma io sono uomo di un altro millennio.