I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 9

fedipastiglie

Nella mia vita ho avuto molte mogli …….

 

……ma solo due sposate con me

SCHREIBEN

parole20sul20corpo

Non è la prima volta che ci penso: perché scrivo qui? E, soprattutto, cosa scrivo? Una delle mie citazioni preferite (riportata anche nella colonna a lato del blog) è, di Ludwig Wittgenstein, “nella vita, come nell’arte, è difficile dire qualcosa che sia altrettanto efficace del non dire niente”.

Ma io mi contraddico, e così scrivo. Ai tempi del blog di Splinder era tutto chiaro, scrivevo prevalentemente post erotici (peraltro anche molto espliciti e, a mio avviso, molto evocativi) ed avevo un tono molto più ironico ed autoironico dell’attuale. Credo di avere conservato – in tutto quanto accaduto nel frattempo – la mia vena ironica, e non potendo sempre avere a portata di voce qualcuno a cui dire le battute quando mi vengono in mente, le riverso in questo attuale blog o nei commenti che lascio ad altri. La verve però è obiettivamente diminuita (e sono anche finite le fonti di ispirazione, avendo nel frattempo smesso di frequentare tutte le mogli ……di altri).

Forse meglio procedere per eliminazione. Quindi non scrivo di erotismo (lascio che siano altri a tenerne lo scettro in mano….), non di poesia (non ne sarei in grado), non propagando miei libri (ho un paio di abbozzi in mente, ma non credo di riuscire a realizzarli prima che la memoria mi si cancelli del tutto), non di cibo (preferisco cucinare che parlarne), non di bimbi e pannolini (mai avuti i primi, ed ho smesso da tempo di usare i secondi), non di gatti e cagnolini (vi ricordate cosa diceva il Conte Uguccione?), non sono un fashion blogger (anche se ho postato qualcosa sull’eleganza maschile), non di make up (la cosa non è tanto ovvia come parrebbe, considerando i molti uomini che circolano con sopracciglia disegnate da Renzo Piano o da un ingegnere aeronautico), evito come la peste la politica (in Italia la seconda professione più diffusa dopo l’allenatore calcistico è essere presidente del consiglio), non sono un opinionista a tutto tondo (oddio, due o tre chili in pancia dovrei perderli, ma pur formandomi spesso mie opinioni non sopporto tutti coloro che invece vogliono imporre le proprie ad altri), non scrivo di viaggi (ne faccio sempre meno, ahimè), auto e moto mi piacciono solo come “mezzi” di trasporto, l’antiquariato non mi entusiasma più, non di cinema (ci vado ogni settimana, ma dell’ultimo anno ricordo forse un paio di titoli …questo la dice lunga sul mio gradimento) e non di teatro (frequento almeno una volta al mese, ma evito anche la terza professione più diffusa ovvero quella del critico), non di pittura e di arte in genere (non ho la chioma di Sgarbi né il papillon di Daverio), non di sport (più che praticarli, dopo averne provati almeno una decina, mi limito a guardarli) …..caspita, mi rendo conto che scrivo (quasi) solo cazzate!

Perché lo faccio? Ogni tanto per riflettere ad alta voce, più spesso per autocompiacimento.

I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 8

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Di una donna le prime cose che guardo sono la bocca e gli occhi….

 

……quando è rivolta verso di me, non riesco a guardarle il culo!

 

GIOCO D’ANTICIPO

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Devo fissare un appuntamento dal dentista, o dal gastroenterologo; mi si cariano i denti e mi viene la nausea vedendo tutte le cazzate con cuori rossi sparse nelle vetrine dei negozi. San Valentino è da festeggiare al massimo sino ai 16 anni, poi diventa stucchevole come tutte le assurdità cuoriciose che ogni anno si inventano.

E come se ciò non bastasse ci si mettono pure i single che, non perdendo occasione per starsene zitti e buoni, si sono inventati pure la loro festa. Allora perché non “creare” anche la mia?

14 febbraio – San Valentino (festa degli “innamorati”)

15 febbraio – San Faustino (festa dei “single”)

16 febbraio – San Fedino (indovinate a chi “faccio la festa” …..che poi nella smorfia il 16 è uno dei miei numeri preferiti)

COAZIONE A RIPETERE

Non ricordo dove abbia scritto (grazie dr. Alzheimer) che è necessario capire perché tendiamo a volerci relazionare sempre con lo stesso tipo di persona, o a ficcarci sempre nelle medesime situazioni. Capirlo potrebbe aiutarci a non ripetere sempre i medesimi errori.

Io ho capito da tempo quale sia il tipo di donna che mi attrae. No, non sono le gatte morte, e neppure le bellone mononeurone; certo mi piacciono le donne (belle) affascinanti ed eleganti, ma non sono questi i requisiti essenziali. Il tipo che invariabilmente calamita il mio interesse è la donna esteriormente forte e decisa, magari anche professionalmente realizzata o comunque determinata ed indipendente; però a questo si deve unire una sorta di fragilità interiore, che le faccia venire voglia di togliere tutte le impalcature e rifugiarsi nel mio protettivo abbraccio. In sostanza mi piace che una donna forte abbia voglia (bisogno?) di appoggiarsi a me e di lasciare che mi prenda cura di lei. Forse in gioventù ho letto troppi racconti epici di cavalieri più o meno erranti e pronti ad ergersi paladini della dama in pericolo; fatto sta che temo mi piaccia questo ruolo, faticoso oltreché pericoloso.

Faticoso, perché mentre lei può permettersi di avere delle debolezze da affidare a me, io non posso abbassare la guardia neppure per un attimo, la mia immagine granitica non può essere scalfita da manifestazioni di benché minimi cedimenti. Con ciò non voglio dire che non sia possibile manifestare sensibilità o attenzione, al contrario, ma sono l’indecisione o il timore a dover essere banditi.

Pericoloso perché quando invece mi spoglio dell’armatura corro due rischi; il primo è di cambiare l’idea che si è fatta di me e di lasciarle pensare che la mia umanità possa minare la mia affidabilità, il secondo è che in realtà la sua apparente “fragilità” femminile sia solo costruita ad arte per manipolare.

Lasciando perdere le numerose “storie brevi”, magari godibili ma onestamente poco profonde con donne attratte per lo più dal mio essere deciso, un po’ cinico e scanzonato (avete pensato bastardo, e ve lo posso anche concedere), tutte le mia relazioni serie e più lunghe sono state con donne del genere che ho descritto sopra.

Quindi, in considerazione del fatto che alla fine si siano rivelate tutte fallimentari (per varie cause e motivi), mi sa che devo cambiare atteggiamento oppure orientarmi verso le bellone mononeurone……

I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 7

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C’è lo sbiancamento dentale (che mi sono fatto fare anche io)

Ma da un po’ di tempo è in auge  lo sbiancamento anale ……

….e il risultato è che ci sono molte persone che hanno l’anima più nera del buco del culo.

SAUDADE

E’ un termine intraducibile con un solo vocabolo in qualsiasi altra lingua. In portoghese (e in brasiliano) serve ad indicare svariati stati d’animo, quasi tutti legati alla malinconia; una forma di malinconia e tristezza per qualcosa che non si è vissuto o – ancor più – una forma di struggimento legato al ricordo di momenti belli vissuti nel passato mischiato alla speranza verso il futuro.

Da lunedì si riprende il lavoro a pieno ritmo per fortuna; avere troppo tempo libero mi fa male, lasciandomi troppo tempo per pensare a tutte le mie vite.

I (MIEI) PENSIERI CATARTICI 6

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Questa notte dovrebbe passare la Befana …..

…..forse più che la calza è meglio che prepari un “guanto”

CAPODANNO

Chi non tromba a capodanno…..
Secondo quanto ci ripropone lo stereotipo del Natale questo periodo dovrebbe essere dedicato all’amore “universale”. Poiché io sono il Fedi finisce sempre che riesco ad intendere amore solo quello ….. tra un uomo ed una donna; quindi vi lascio alcune riflessioni su questo genere di amore (che magari avete già letto da qualche altra parte, ma poco importa). La lettura sarà lunga, ma questo post vi dovrà tenere compagnia per parecchio tempo quindi potete leggere anche “a puntate” (e non chiedetemi un sunto, prego)

Il perfetto rapporto sessuale secondo la donna
Lei arriva a casa di lui con 45 minuti di ritardo, ampiamente giustificato dalla scelta del vestito
Lui la riceve in smoking, musica soft, luce soffusa che viene da candele profumate, un enorme mazzo di rose rosse offertole in ginocchio. Lei sorride soddisfatta e accetta l’omaggio floreale.
A tavola, cena preparata da lui: capesante al cognac, tagliolini al tartufo, astice alla catalana  e champagne. Il tutto in porzioni calibrate alla perfezione per via della dieta di lei.
Finita la cena, regalino: anello di brillanti dentro la coppa di champagne che le offre mentre l’accompagna in salotto vicino al caminetto. Accetta con un sorriso.
Accende l’impianto, diffondendo per la casa la sua canzone preferita. Ballo lento stretta al suo petto ampio e caldo. Poesia d’amore scritta appositamente per l’occasione, sussurrata all’orecchio. Labbra che si sfiorano e poi finalmente si incontrano in una passione senza fine
Mani di lui, mantenute perfettamente da una sessione di manicure, che scorrono gentili sul corpo di lei. Abbandono tra le sue braccia. Lui che la solleva e la porta, sempre guardandola negli occhi, in camera, dove li aspetta un enorme letto a baldacchino bianco e cuscini dappertutto.
La spoglia lentamente con baci leggeri su tutto il corpo e l’adagia comodamente sui cuscini.
Lui si spoglia lentamente come uno spogliarellista professionista, corpo statuario di lui che scivola sul corpo di lei e si sofferma con la bocca nella sua intimità. Lei raggiunge l’apice del piacere almeno un paio di volte, cercando di trattenere le sue sedate voglie.
Piatto forte: la sua perfetta virilità la riempie; lei rilassata, lui fa tutto il lavoro, con dolcezza e abilità. Lei raggiunge parecchi orgasmi, in attesa di quello del suo uomo. Lui le fa i complimenti, lei si sente bella come un angelo e focosa come un diavolo. Si appaga quando vede che con le sue grazie riesce a far raggiungere l’orgasmo anche a lui.
Lui che si sdraia nel letto al suo fianco ed inizia una pratica di coccole, grattini e bacini che continuano anche durante il sonno di lei.
Sonno profondo da bambina, la mattina dopo colazione a letto.

Il perfetto rapporto sessuale secondo l’uomo
Arrivo a casa di lei, le apre la porta vestita di pizzo nero, reggiseno a balconcino (quarta), giarrettiere senza mutante. Si mette a quattro zampe e lo accompagna direttamente in camera da letto.
Dopo aver miagolato si lecca le labbra e apre la bocca invitante. Lo sventrapapere esce dalla tana fiero e scattante. Spontaneo “oooh” di ammirazione di lei. Dice: “Ma tu con quel coso fai male alle donne. Mi ci starà dentro?”
Aperitivo alla bolognese (fellatio) di 10 minuti, senza orgasmo, con lei che mugola e gli prende le mani e se le mette sulla testa chiedendo di essere usata; primo orgasmo di lei, senza alcun contatto fisico.
Schiocco delle dita di lui e lei si alza in piedi. Altro schiocco: i (pochi) vestiti di lei cadono a terra
Prima penetrazione: lui sta in piedi e se la carica addosso. Lei spalanca gli occhi incredula di tanta virilità. Lui la regge per un quarto con le braccia e per tre quarti con il pene. Durata 18 minuti, durante i quali lui la porta in giro per la casa e guarda quà e là, tanto per ambientarsi.
Cambio posizione: alla pecorina, 25 minuti, con lei con i gomiti appoggiati al tavolo. Piatti e bicchieri che cadono a terra. Lei ha un orgasmo ogni 30-40 secondi, con ululati che confermano a tutto il condominio la possenza virile del vero maschio latino.
Cambio posizione: a terra, stile missionario e variante acrobatiche, totale 23 minuti. Lei si frattura un’ulna contro un mobile ma gode talmente tanto che non se ne accorge.
Altro cambio: smorzacandela, 36 minuti. Lei urla, si sente impalata e implora di continuare. Al quarantesimo orgasmo avviene il miracolo dell’eiaculazione femminile. Lei si scusa e pulisce tutto leccando. Va in cucina e si beve un paio di vov e prende alcune fialette di carboidrati a rilascio immediato, per recuperare le forze.
E’ passata più di un’ora di rapporto continuato e, nonostante la pausa, lei si scusa che “le brucia un po'”. Gli strizza l’occhiolino facendo intendere che ci sono anche altre strade sono disponibili.
Sodomia, 38 minuti: lei viene venti volte e lo implora di sculacciarla perchè è una cattiva bambina. Le sculacciate vengono elargite. Veloce pulizia del membro.
Gran finale: pompino con eiaculo-inondazione. Lei come se avesse passato l’ultimo mese nel deserto senz’acqua. Fuochi di artificio e applausi fragorosi di tutti gli abitanti del quartiere.
Riposo del guerriero: lei stremata sussurra che si è sentita scopata davvero per la prima volta. Lui di tutta risposta emette un rumoroso peto, lei si eccita e implora di poter eseguire una nuova fellatio, che le viene concessa.
Dormita epocale con russata.

La realtà
Si conoscono in discoteca, escono e adesso sono sulla Fiat Panda di lui.
Limonano. Fiato di lui: 4 margarita e 3 tequila sunrise. Fiato di lei: 25 sigarette. Praticamente una distilleria clandestina che lecca un portacenere. Lui le mette le mani addosso; a lei non dà fastidio, e ricambia vagamente.
Lui la crede infoiata, sbottona i pantaloni, le mette una mano dietro la nuca e cerca di spingerle la testa verso il basso. Il collo di lei diventa marmoreo. Lui insiste poco, poi si stanca e la pastrugna ancora un po’.
Illuminazione di lui: “se gliela lecco io, lei non potrà rifiutarsi di ricambiare”. Si fionda tra le sue gambe e le alza la gonna. Cerca di infilarle la lingua da qualche parte, ma complice la cellulite a materasso e il tanfo di gnu in putrefazione il compito è arduo. Alla fine riesce a trovare qualcosa, ma la barba incolta nonché la palese inettitudine rendono l’esperienza scarsa. Lei reagisce freddina, lui capisce che il pompino è ormai un miraggio.
Nuovo piano. Lui si alza con sguardo da mandrillo e estrae il portafoglio. Da sotto lo scudetto della squadra del cuore estrae un preservativo. Fallisce il primo tentativo di apertura del preservativo perché gli scivola sotto il sedile. Fallisce il secondo perchè lui si mangia le unghie e non riesce ad aprire la bustina Lei in un momento di compassione gli apre il preservativo.
Lui estrae fiero il suo membro. Lei lo guarda e gli passa il preservativo annunciando che non ha una manualità sufficiente per metterglielo.
Dopo tre tentativi lui riesce a infilarsi il preservativo. Osserva fiero che gli arriva a metà senza capire che l’ha solo messo male.
Lui si mette in qualche modo sopra di lei e inizia a pompare come un forsennato. Lei lo lascia fare per una decina di secondi, poi gli suggerisce che in realtà non l’ha ancora penetrata. Inizia la penetrazione. Venti secondi intensissimi. Orgasmo di lui.
Riposo del guerriero: lui ansima sudato sopra di lei. Lei infastidita cerca la manovella del finestrino per liberarsi dell’odore acre delle ascelle di lui
Lui si rimette a posto, si controlla i capelli al finestrino, la guarda e ha le palle di chiederle: “sei venuta?”
Romanticismo bruscamente interrotto dalla testa del guardiano notturno che spunta dal finestrino. Accensione del motore e sgommata veloce.

p.s. Poiché nella vita la fortuna non è tutto (ma ci vuole anche culo) auguro a tutti e a tutte tanto, ma tanto, culo per tutto il 2016

PALLE DI NATALE

Ecco, più si avvicina e più aumenta il mio rodimento. Non sopporto più questo periodo dell’anno, il lavoro si dimezza (e pure gli introiti), il traffico aumenta in maniera esponenziale (pare che tutti si muovano in auto per trasportare micro pacchetti natalizi, sia mai che gli venisse un’ernia usando i mezzi pubblici per una boccetta di profumo), io non ho voglia e tempo per cercare regali e finirò per prendere i soliti cesti alimentari, tutti pretendono di fare cene per scambiarsi gli auguri in locali che raddoppiano i prezzi e dimezzano la qualità, mi toccherà un pranzo interminabile il 25, poi dovrò rassegnarmi a compiere 49 anni (+ 7, dannazione), ed infine cercherò di evitare la cena di fine anno (a casa di qualcuno, perché di certo non vado in alcun locale).

E neppure quest’anno riesco a partire il 23 per tornare il 7, e mi girano a elica le palle ….di Natale