ILLUMINAZIONE

Questa mattina mi sono svegliato abbastanza presto, così mi sono infilato velocemente maglietta, calzoncini e scarpe e sono andato a correre, prima che il caldo diventasse troppo opprimente. Mentre sgambettavo in mezzo ai campi, osservando le lepri fuggire davanti a me ed un airone calare lentamente per poggiarsi  pigramente tra i ciuffi di riso emergenti dall’acqua, sono stato colto da un’illuminazione.

Tralasciando gli amori acerbi di gioventù, e la mia prima moglie, mi sono accorto di colpo che le uniche due donne che io abbia poi amato sono anche state le uniche due a lasciarmi profonde cicatrici ed amarezza,  nonostante io non mi sia mai minimamente risparmiato in questi due rapporti. Tutte le donne che invece ho scopato non mi hanno mai deluso, né sono rimaste deluse da me (credo).

Probabilmente amo in modo sbagliato. O forse dovrei solo scopare.

LA SELVA

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la retta* via era smarrita.

Amore, se non vuoi che sbagli via ……depilati!!

 

*non è un refuso, ma con l’originale “dritta” non ci sarebbe stato lo stesso doppio senso.

DIO ESISTE!

Non so se avete presente quel motto che recita, e che io cito spesso, “che Dio me la mandi buona ……e preferibilmente senza mutande!”

Orbene, ieri sera mi trovavo nella hall della stazione centrale di Milano, in attesa di un treno in arrivo (questioni professionali, nessuna donna). Mentre osservo il tabellone elettronico, il mio sguardo viene attratto da una bella donna mora, con capelli quasi ricci, che a sua volta si avvicina controllando gli orari. Dell’età di circa 38/40 anni, pelle abbronzata, occhi scuri e labbra carnose (naturali); indossa un abito molto leggero e ampio, lungo sino alla caviglia con forma irregolare, credo di seta con motivo floreale. Poiché si ferma davanti a me, e sono un impenitente seguace di Tinto Brass, il mio sguardo scende dal tabellone verso il suo fondo schiena.

E qui l’inaspettata dimostrazione dell’esistenza divina, non solo è bella ma pure senza mutande! Controllo bene tra le trasparenze dell’abito, per verificare (a puro titolo scientifico e statistico, ovviamente) che non indossi un perizoma talmente succinto da essere un filo interdentale, ma no, è proprio senza mutande. Probabilmente si sente osservata e si gira, le sorrido e le dico: “ora ho la prova che Dio esiste”. Probabilmente non comprende in pieno la mia affermazione, ma comunque si mette a ridere rivelando anche uno splendido sorriso. Il mio treno sta arrivando, e mi allontano non senza averle però lasciato il mio biglietto da visita.

Se mi dovesse chiamare vi dirò se aveva capito sino in fondo la mia esclamazione.

VIRTUALE O REALE?

Un post pubblicato da VETROCOLATO mi offre lo spunto per una riflessione ed una comunicazione. Va bene, lo so che non ve ne frega nulla, ma in questo periodo non ho molta voglia di passare tempo in rete; preferisco trascorrere il (poco) tempo libero a godermi le lunghe giornate di luce, che purtroppo sono già in fase di “accorciamento”, all’aperto, nel reale.

Invero i concetti di reale e virtuale non hanno poi una distinzione così netta, le definizioni sono spesso contigue se non addirittura sovrapponibili. Infatti è reale l’interazione che si sviluppa tra le persone qui, anche se poi resta confinata in ambito elettronico, e quindi virtuale. Così come appare reale che io stia corteggiando la mia vicina di banco al bar, ma è virtuale la relazione se poi non me la da.

Questa la (breve) riflessione. La comunicazione è che ci sono, a volte vi leggo (sovente al mattino, usando il tablet laddove altri leggono il quotidiano o la Rosa), più raramente ancora vi commento ma ci sono. Gli impegni professionali sono molti e pressanti, il tempo è poco, e come già anticipato sopra preferisco vivere lontano da questo schermo. Non cerco nulla, se non di passare il tempo piacevolmente, magari oziando un po’ osservando la vita attorno a me attraverso i riflessi di un rosso o di un Negroni. Se poi il Pinza o altri si vogliono aggregare, siete tutti i benvenuti, al bar così come a casa mia ….quella reale, anche se alla fine anche “questa” è un po’ casa mia.

RESISTENZA

Non so… non so…
se ti è capitato mai
di dover fare una lunga corsa
ed a metà strada stanco
dire a te stesso “adesso basta!”
Eppure altri stan correndo ancora
intorno a te… e allora

Non farti cadere le braccia,
corri forte, va più forte che puoi.
Non devi voltare la faccia,
non arrenderti né ora né mai!

(Edoardo Bennato feat. Fedifrago)

….quando senti le gambe pesanti come piombo, e l’aria che ti brucia nei polmoni sarebbe facile cedere alla tentazione di fermarti. Invece è quello il momento per “spezzare il fiato”, devi accelerare, mettere tutta la forza che hai nei muscoli e nei nervi. Non voltarti mai indietro e non guardare i tuoi passi, uno dietro l’altro, ma tieni la testa alta e lo sguardo fisso avanti a te.

MATURITA’

Sostengo oramai da molto tempo (da quando li ho compiuti anche io) che le donne raggiungono l’apice della loro femminilità dopo i quarant’anni. Non solo sotto il profilo emotivo (solitamente diventano più consapevoli e sanno ciò che vogliono), ma anche fisicamente raggiungono una maturità che le rende estremamente affascinanti.

A patto che non si facciano prendere dalla smania di apparire delle ventenni, e che non inizino a vestire come un’adolescente o a farsi tatuare un’aquila rapace con un serpente tra gli artigli esattamente sul pube. Che non si gonfino le labbra come degli Zodiac o che non si facciano mettere il brillantino su un incisivo e piercing all’ombelico, naso e a decine sui lobi.

Per non parlare di quelle con il piercing sul clitoride, che è come leccare il pomello della porta.

INADEGUATO

Da molti anni sono diventato conscio di me stesso, conoscendo i miei limiti tanto quanto le mie capacità. Ma una frase di una mia amica mi ha (lievemente) destabilizzato.

Riferendosi al fatto che non riesca a portare a termine una relazione  mi ha detto: “è colpa tua”. Io mi sono sempre ritenuto – senza false modestie – un uomo superiore alla media, onesto e diretto con me stesso (tanto quanto con le donne) non mento o traviso fatti per raggiungere uno scopo, sono parecchio attento nei confronti della mia partner (anche se lo è per poco tempo), ascolto con attenzione oltreché parlare, non ho particolari preclusioni, mi muovo a mio agio in qualsiasi ambiente, come tutti ho alcune rigidità caratteriali ma il tempo mi ha indotto ad essere più disponibile a smussarne alcune asperità. Ma forse ho un’errata percezione di me stesso, e certamente in qualcosa difetto …..però mi piacerebbe che mi venisse detto chiaramente se e cosa manca, perché il dono della chiaroveggenza è certamente lungi da me.

Che poi la maggior parte delle relazioni le abbia interrotte io non ha rilevanza, anche perché le due più importanti – quelle in cui mi sono impegnato ancora di più – sono state terminate dalla fidanzata e dalla moglie.

Probabilmente ha ragione, è colpa mia. Soprattutto la colpa di credere di saper giudicare le persone, o di voler vedere in altri qualità che in realtà non esistono. Sostengo da anni che per arrivare ad una profonda condivisione di coppia serve che la relazione apporti un valore aggiunto alle due singolarità; può essere che io veda valore aggiunto laddove invece non ve ne sia. O forse ho semplicemente una visione distorta di me stesso.

Vabbé …..sabato sera si va allo Zelig, chi c’è c’è

LOGICA FERREA

Domanda (uomo) – Perché mai una donna dovrebbe simulare l’orgasmo?

Risposta (donna) – Perchè così l’uomo viene più in fretta, e lei può tornare a fare ciò che stava facendo prima.

(Master’s of Sex – Sky TV)